|
::: Verde speranza di Francesco Tozzi
-----------------------------------------------------------
Cresce la spesa per
l’acquisto di fiori recisi,
ma diminuiscono
i consumatori (anche se
aumentano i giovani).
Tra le piante vincono
quelle grasse, le stelle
di Natale mantengono
il podio tra le fiorite.
La rosa è la regina ancora indiscussa
per quanto riguarda le preferenze dei
consumatori italiani, nel 2007 ha
mantenuto una quota di mercato pari
al 44,8%, seguita dal bouquet di fiori
misti (29%), dai crisantemi (23,5%),
dai lilium (16,8%), dalle orchidee
(16,1%), dai garofani (15,5%), per
chiudere con le gerbere (13,5%). E
così, se nel 2007 Ismea e Nielsen
hanno registrato un calo drastico
nel numero degli acquirenti sia per
il reciso sia per le piante in vaso
(rispettivamente dai quasi 19 milioni
del 2006 ai 17 dello scorso anno e
dai 16,8 ai 15,5), la spesa annua per
acquirente è invece aumentata:
71,6 euro per i fiori recisi (67 euro nel
2006) e 58,3 euro per le piante, alberi
e arbusti (57,2 euro nel 2006).
La motivazione di questa inversione di tendenza va trovata in un inverno poco rigido che ha
ridotto la mortalità delle piante in esterno e il bisogno di
comprare verde per terrazzi e balconi. Spalmando i consumi
in un arco temporale più ampio, se nel 2004 si
spendevano per i recisi 27 euro mensili, si è passati a
24 nel 2007, addirittura le piante la contrazione registrata
è da 29 a 22 euro. Nell’analisi del consumatore,
inoltre, l’indagine Ismea rileva nell’ultimo biennio una crescita
della fascia under 55. Aumenta anche il target
medio da 35 a 44 anni, mentre il 2007 ha registrato a
fronte del 2005 una diminuzione degli acquirenti over 55,
che rappresentano comunque il 46%, una fetta consistente
dei consumatori. Intanto, crescono i consumi e il
numero dei consumatori, del Nord Ovest, invece il Sud
Italia storicamente area votata all’acquisto floreale diminuisce
negli ultimi due anni la spesa. Invariati gli acquirenti
del Centro, a differenza del Nord Est che segna un
lieve calo. Il sondaggio ha analizzato anche gli spazi utilizzati
dal consumatore per il materiale floreale: i balconi e
i terrazzi la fanno da padrone con il 67,9%, seguiti dal
giardino (45,3%) e cassette e fioriere (22,5%).
::: Bene i fioristi
La contrazione dell’acquisto generalizzato di piante, alberi
e arbusti ha portato una riduzione di quattro punti percentuali
della quota di mercato del garden center, tutto
a vantaggio del negozio di fiori che, limitatamente a
questo comprato, sale di ben otto punti. Osservando
negli ultimi quattro anni i differenti canali distributivi, il
negozio di fiori indica una crescita sia sul fronte del reciso
(dal 50,3% del 2004 al 57,5% del 2007) che delle piante in
vaso (cresce di 9 punti percentuali), mentre chioschi, garden
center e mercati rionali fanno registrare un segno
meno sia per quanto riguarda i fiori recisi che per le piante
in vaso. Consumi in calo anche per super e ipermercati.
Per quanto riguarda le differenti tipologie delle piante
verdi, risultano in pole position le piante grasse
(15,1%), seguono le aromatiche (11,4%), le kentie
(6%), i ficus (5,4%). Per le piante fiorite podio per le stelle
di Natale (27,6%), i ciclamini (24,8%), i gerani (23,5%),
distanziate le primule (15,2%), per chiudere con le begonie
(10,2%). Tra le occasioni di acquisto dei fiori, domina
il culto dei defunti (48,6%), seguito dalla cerimonie
(43,4%), solo il 16,5% dei consumatori li sceglie per
abbellire la propria abitazione, situazione rovesciata se si
esamina il comparto piante verdi.
|