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DISTRIBUZIONE - attrezzi da coltivazione

::: Un buon 2007 per gli attrezzi
di Chiara Merlini
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I dati confermano la crescita del settore. Non vi sono incrementi eclatanti, ma piuttosto uno sviluppo continuo, di buon livello. Ergonomici, fatti con materiali di qualità, zappette, rastrelli e vanghe si giocano i loro plus anche in fatto di attrattività.



L’aumento dell’interesse per il giardinaggio incrementa gli acquisti relativi: Monsieur de La Palice approverebbe questa conclusione, chi si occupa del settore vuole andare più a fondo e capire “quali” comparti vengono incrementati, “quali” canali distributivi vengono preferiti, “quali” sono le tendenze. Zappe, zappette, vanghe, rastrelli e via dicendo, cioè quelli che chiamiamo attrezzi manuali da coltivazione, hanno un mercato che - secondo i dati forniti dalla ricerca Databank 2007 - ha avuto un incremento dell’8,6%, arrivando intorno ai 29 milioni di euro. Non sono le cifre del comparto irrigazione (il più significativo, con 59 milioni di euro di fatturato) ed è lontano anche da quelle del segmento taglio, che ha registrato crescite più ampie (+11,5%) e che si attesta sui 36 milioni di euro, tuttavia prosegue nel suo trend positivo e tutto lascia supporre che non vi saranno inversioni di tendenza. Dati che vengono anche confermati da uno studio effettuato da GreenHouse Italia su cinquanta punti vendita del garden.

::: Il consumatore è più attento?
Pare che l’attenzione che l’utilizzatore finale dedica agli strumenti del suo hobby sia più focalizzata, più matura: se sente ancora fortemente l’attrattiva del prezzo, per attrezzi il cui costo tutto sommato non richiede un impegno troppo oneroso, tende a orientarsi a quello che può garantirgli una buona qualità, un marchio affidabile, una facilità di utilizzo. Anche se sono molte le aziende che producono in Asia oppure commercializzano prodotti di provenienza asiatica, è anche vero che il “marchio” risponde del prodotto, rappresenta la garanzia a cui si rivolge l’acquirente nella rassicurazione della scelta della qualità, quindi di un prodotto affidabile, robusto, in grado di coadiuvarlo nel lavoro - piacevole, ma anche faticoso - della coltivazione.
Come fa notare Marco Regé, direttore commerciale di Ipierre Sirotex: “Spesso il consumatore associa marchio riconosciuto = prodotto di qualità e anche se i prodotti del noto marchio fossero di origine asiatica è comunque il marchio che ne garantisce a tutti gli effetti (anche legali) qualità, durata, prestazioni. Questa è la grande differenza”. E continua: “La concorrenza c’è sempre stata e se le condizioni di base fossero per tutti le stesse (non è così per i produttori asiatici che non devono rispettare le numerose normative imposte, giustamente, dalla legislazione Italiana e Europea) sarebbe di stimolo al miglioramento e alla crescita”.
L’ampiezza di gamma costituisce un vantaggio competitivo - commenta Lorena Piazza, di Officine Piazza - Handy propone una vasta gamma di attrezzi (650 referenze a catalogo) quindi una profondità di gamma che consente di soddisfare le richieste non solo dei prodotti più usuali, ma anche a chi richiede lavorazioni specifiche. Il marchio, inoltre, non è solo identificativo ma garanzia di qualità e passione”.
D’altronde, anche dalla Cina vengono segnali importanti di aumento dei prezzi: molte produzioni - e parliamo anche di altri settori industriali - dalla Cina si stanno spostando in Paesi del Sudest asiatico, come Thailandia, India e Vietnam: la Cina è cresciuta, il costo della sua forza lavoro - suo punto forte - è in aumento, più della sua produttività.



::: Acquisti ponderati e acquisti d’impulso
Per tornare al settore del giardinaggio, c’è sempre chi acquista d’impulso e chi si lascia attrarre da un prezzo basso, ma le aziende si impegnano sempre più nella controffensiva, dedicando cura alla presentazione dei prodotti e impegnandosi nella comunicazione. User friendly è la parola d’ordine: chi si occupa di giardinaggio sa che deve impiegare tempo e fatica per ottenere buoni risultati, ma mentre sul fattore tempo non può agire, sulla fatica… benvenuti gli aiuti! Quindi attrezzi ergonomici, fatti con materiali di qualità, gli attrezzi da coltivazione si giocano i loro plus anche in fatto di attrattività: non dimentichiamo il fattore doppio X (cromosoma xx: sesso femminile). Se si deve fare fatica, facciamolo con grazia, con attrezzi piacevoli alla vista oltre che pratici (altrimenti, perché avrebbero successo accessori per il giardinaggio come grembiuli, cappelli, stivali sempre più curati e, perché no, anche frivoli?).
“L’utilizzatore finale è disposto a spendere un po’ di più se gli viene data la possibilità di scelta” afferma Lorena Piazza.
Non l’offerta di un singolo attrezzo, ma un “concetto” e un assortimento completo affinché, come dichiara Roberto Moioli, responsabile marketing Wolf Italia: “Chi si avvicina al nostro marchio per la prima volta riceve un’immagine di grande competenza, professionalità e affidabilità del prodotto grazie alla vasta possibilità di scelta”.
Anche chi non tratta questo tipo di prodotti su larga scala, come Escher, dedica tuttavia attenzione a offrire attrezzi curati ed ergonomici, come arieggiatori, zappe e raccoglifrutta.

::: Cambiano le scelte?
Tutto sommato, non vi sono grandi cambiamenti nella scelta della tipologia degli attrezzi: vengono ancora preferiti gli attrezzi con il manico lungo (26%), seguiti da quelli con il manico corto. Seguono gli attrezzi con manico intercambiabile che, confermati stabili nelle scelte, richiedono un utilizzatore in grado di comprenderne tutti vantaggi e, se vogliamo, più “evoluto”.
A questo proposito Roberto Moioli, di Wolf Italia, tiene a precisare: “Nel corso del 2007 il comparto degli attrezzi manuali ha fatto registrare per Wolf-Garten una crescita del 12% circa. Ciò conferma il trend costante negli ultimi anni del settore più importante tra le merceologie da noi trattate”. Cavallo di battaglia in questo caso è il sistema intercambiabile Multi-Star, come illustra Moioli: “Il suo assortimento permette di ampliare a piacere la dotazione di attrezzi tutti abbinabili a un singolo manico, disponibile in più misure, fisso o telescopico. Ciò fa risparmiare spazio all’hobbista e fidelizza il cliente al punto vendita. Questo sistema che entusiasma gli amici del giardinaggio da oltre 25 anni grazie alla sua grande precisione e affidabilità, non rientra in una fascia che si possa definire low cost. Il suo successo permette di affermare che, a fronte di una reale funzionalità e rispondenza alle proprie aspettative, il consumatore è disposto a spendere il giusto per questa classe di prodotti”.

::: I canali
In generale, non vi è un grandissimo scostamento nei canali distributivi: i garden guadagnano terreno, le ferramenta ne perdono un poco e anche la GDO. Nord est e nord ovest bilanciano le vendite nel centro e nel sud e isole. E che cosa si deve fare per aumentare la penetrazione del mercato? Lorena Piazza, delle Officine Piazza - Handy, è convinta: “È necessaria una distribuzione sempre più capillare su centri specializzati, che siano garden, agrarie o altro, purché la vendita sia assistita, promossa e sostenuta”.

::: Come proseguirà il 2008?
Guardando ai dati che si riferiscono alla stagionalità degli acquisti, marzo e aprile rimangono i mesi clou, i mesi in cui ci si impegna nell’orto e nel giardino: quest’anno le variazioni meteorologiche non hanno certo aiutato le vendite del settore e poiché pare che le stagioni presentino ormai cambiamenti che rendono difficili le previsioni, ne trarremo le conclusioni da qui a fine anno.

::: Perseguire negli sforzi…
Formazione e comunicazione sono due punti strategici sia per la fidelizzazione della clientela, sia per la crescita complessiva del settore. Marco Regé, di Ipierre Sirotex, ne è convinto: “È necessario persistere nella comunicazione, a vari livelli e con mezzi appropriati per fare conoscere i prodotti più aggiornati e tecnologicamente all’avanguardia per materiali, tecniche costruttive, praticità d’uso”.
“Ritengo che per aumentare la propria competitività il garden debba puntare sulla formazione - afferma Roberto Moioli - Wolf Italia ha sempre puntato molto sulla preparazione del personale di vendita perché fosse in grado di trasferire la competenza al consumatore finale, guidandolo tra l’altro alla corretta scelta del prodotto, e si impegna costantemente nel formare i propri partner commerciali, attraverso corsi e seminari tecnici”. E conclude: “Per il gestore di un punto vendita è importante non lasciarsi sfuggire queste opportunità di aggiornamento che, con un poco di impegno, può estendere poi alla propria clientela: uno sforzo che sarà ripagato con la preziosissima carta della fidelizzazione”.

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