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::: Una gestione tutta al femminile GARDEN a cura di Francesco Tozzi
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Quella che caratterizza
il Cip Garden alle porte di Como.
Una realtà di assoluto interesse
con un’offerta originale e ricercata,
che ha saputo reinventarsi negli
ultimi anni. Lo abbiamo visitato
in piena atmosfera natalizia ...
Tutto è partito dall’azienda di progettazione
del verde. Una realtà specializzata nella
realizzazione e nella manutenzione di parchi
pubblici, di giardini privati e del verde industriale,
oltre che in attività di bonifica ambientale.
Accanto al settore di progettazione, trent’anni
fa, nasce anche il garden center. Poi, cinque
anni fa, il restyling del punto vendita e la
realizzazione del “nuovo” Cip Garden. Alla
guida della società, è stato per anni l’architetto
Antonio Cipriani, che assieme alla moglie Jerina, ha sempre voluto dare al suo lavoro un’impronta
elegante, ricercata, (quasi) unica, ma
allo stesso tempo pragmatica e concreta.
Il nuovo Cip Garden si colloca all’interno di
un piccolo complesso commerciale – sempre
di proprietà della famiglia Cipriani – accogliente
e suggestivo. Motore del centro è sicuramente
il garden con una superficie di 5mila
metri quadrati, tra interni, vivaio e serre, e
un’offerta merceologica curata in ogni minimo
dettaglio. Tutto è frutto di una squadra di
lavoro quasi interamente femminile, capitanata
dalla titolare Jerina Gabre e dalla direttrice
del centro Roberta Pellin. Noi di GreenUp
siamo andati a trovarle e ci siamo lasciati
guidare tra le particolarità del garden e con loro
abbiamo chiacchierato di gardening e rapporto
tra produzione e distribuzione.
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::: ALCUNI NUMERI
2.500.000 euro il fatturato registrato nel 2008.
5.000 i metri quadrati complessivi del punto
vendita.
16 i dipendenti totali.
27 gli anni di attività del garden center.
5 gli anni trascorsi dalla ristrutturazione
del garden.
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D. Partiamo subito con una domanda generale
sul mercato. Lei è soddisfatta del canale distributivo
del garden in Italia?
R. «Il garden center è diventato un’area di
distribuzione evoluta sotto tutti i punti di vista
e sta facendo sempre più la differenza sul
mercato italiano. La dimostrazione è l’incremento
delle referenze proposte al cliente che,
pur mantenendo una forte centralità nel florovivaismo,
si allarga sempre più in prodotti
complementari, come l’arredo giardino e la decorazione
per la casa. Certo ora il consumatore,
entrando in un garden center, si aspetta
di trovare un’offerta ampia e anche particolareggiata:
dai fiori e piante, non più legati
solamente alla stagionalità, agli accessori
originali per creare un ambiente, esterno o interno
sorprendente, fino agli articoli bio. Questa
è la sfida lanciata dal cliente e che bisogna
essere pronti a soddisfare».
D. Lei crede che il settore del giardinaggio in
Italia si possa considerare ancora un mercato con
potenzialità di crescita o ha espresso le massime
dimensioni?
R. «Ritengo che si debba parlare più di innovazione
del mercato italiano che di potenzialità
dell’ampiezza o capillarità sul territorio.
Oggi i garden center non possono più essere solo centri di giardinaggio, devono aprirsi a
una nuova concezione, essere pronti a soddisfare
le richieste del cliente che non si limitano
solo al vaso di ciclamino o al terriccio. È sul
campo della qualità che si gioca la crescita,
o meno, del settore: qualità dell’offerta, dell’esposizione
dei prodotti, della competenza
del personale».

D. Cip Garden è un nome storico della distribuzione
del nord Italia, quali sono state le tappe
principali della vostra attività commerciale?
R. «Cip Garden è la creatura del fondatore e
architetto Antonio Cipriani, che nel 1976 (?)
decise di intraprendere l’attività di progettazione
di parchi e giardini. Con profonda passione
e sapiente maestria ha portato l’azienda a specializzarsi,
nel corso degli anni, nella realizzazione
e manutenzione di parchi pubblici, giardini
privati, verde industriale e bonifica ambientale.
In seguito Cip Garden è stata una delle prime
realtà comasche ad allargare la propria offerta
nell’arredo giardino, avvicinando così un
mercato sempre maggiore di potenziali clienti
che, oggi, considerano venire al Cip Garden un
appuntamento abituale a cui non mancare».
D. Quali i punti di forza del vostro punto vendita?
R. «Assortimento completo (fiori, piante,
articoli per la decorazione della casa, arredo
giardino), layout espositivi ben organizzati,
ambientazioni di prodotto che stimolano la
curiosità del cliente, didattica di informazioni
estremamente curata, sono gli ambiti in cui investiamo
principalmente. Ma tutte queste caratteristiche
distintive non servirebbero a niente
se alla base non ci fosse un’approfondita conoscenza
del mondo del garden e un’attenta
cordialità e disponibilità del personale».

D. Un personale quasi tutto femminile…
R. «Sì, è proprio così, ed è un aspetto di cui
vado molto fiera. Non che sia stata una scelta
ricercata o abbiamo fatto una selezione particolare,
è semplicemente capitato: nel corso degli
anni ci siamo ritrovati con un personale
principalmente femminile. Direi che si tratta
di un punto di forza, perché noi signore siamo
molto più disponibili e riusciamo a interpretare
meglio le richieste dei nostri clienti».
D. E quali sono le richieste più diffuse tra i consumatori?
R. «Sicuramente, in primis, i nostri clienti desiderano
avere tutte le informazioni possibili
sul prodotto, indipendentemente che si tratti di una pianta, un complemento d’arredo o solo
un consiglio utile. Inoltre, vogliono essere costantemente
stimolati con diverse iniziative, come
i nostri corsi, così da poter ricercare nella
propria casa o giardino quanto appreso da noi».
D. In ambito espositivo, quali le strategie di Cip
Garden?
R. «La nostra volontà è creare sempre “nuovi
mondi” dove il cliente possa “immergersi” e
vivere piacevoli esperienze. I nostri ambienti
sono progettati per trasmettere sensazioni e guidare
il consumatore nella scelta dei prodotti in
modo naturale. In tal senso, sono molto frequenti
massicce personalizzazioni di intere aree
del punto vendita in occasione di eventi stagionali:
il Natale, la Pasqua, l’arrivo della primavera,
eccetera, eccetera. Inoltre, noi vogliamo che
i clienti vivano pienamente la loro visita all’interno
del Cip Garden. Per questo, le numerose
occasioni di corsi gratuiti dimostrano come
tutto il garden è a completa disposizione del
consumatore che può guardare, toccare, interagire
liberamente con esso».
D. Progetti futuri?
R. «Nell’ultimo periodo abbiamo rinnovato
tutta la zona dedicata all’emporio, attrezzature
e prodotti per la cura, che in passato era
un po’ sacrificata e così rischiavamo di non essere
competitivi e perdere una fetta di clientela.
Oggi quest’area è più estesa e i prodotti
sono esposti con cura e razionalità. Stiamo facendo
anche un grosso investimento per ottimizzare
l’organizzazione del nostro magazzino
e i processi di approvvigionamento. Il
prossimo anno, inoltre, riprogetteremo tutta
l’area interessata alle casse con una soluzione
molto più funzionale».

D. Lei crede che in futuro il settore del garden
in Italia a livello distributivo si evolverà sempre
più verso il modello di grande distribuzione specializzata
o rimarrà prerogativa del canale tradizionale?
R. «C’è questo “rischio”, e cioè che il garden
center venga inglobato nella grande distribuzione
e prenda le sembianze di un ipermercato
standardizzato. La certezza è che Cip Garden
non sarà mai così. Perché noi crediamo
nella personalizzazione dell’offerta, noi vogliamo
instaurare un rapporto diretto con i nostri
clienti, ascoltare le loro richieste e “confezionare”
un prodotto perfettamente rispondente
alle loro aspettative. Dove c’è specializzazione
c’è soddisfazione».
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::: LE TENDENZE
Nell’ultimo periodo sono stati diversi
i settori che hanno riscontrato interessanti
vendite all’interno del garden.
■ Fiori recisi.
■ Piante verdi fiorite.
■ Articoli per la decorazione della casa.
■ Arredo giardino.
■ Piantine da orto.
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::: IL COMPLESSO COMMERCIALE
Cip Garden si trova all’interno di un piccolo
complesso commerciale – sempre di proprietà
della famiglia Cipriani – che raggruppa diverse
tipologie di negozi tutti molto particolari.
■ Un bar.
■ Un ristorante argentino.
■ Un’erboristeria.
■ Un pet shop.
■ Un negozio di abbigliamento.
■ Un negozio di idee e articoli regalo.
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