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::: L’atmosfera giusta GARDEN a cura di Francesco Tozzi
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È quella che si respira all’interno
del punto vendita Floricoltura
Donetti in provincia di Novara.
Un nome storico della distribuzione
italiana, che negli anni
ha saputo differenziarsi con
un’offerta ampia e qualificata.
Al centro le piante e i fiori ...
Tutto è partito nel 1974 dalla mamma Giusy
e dal papà Mario che iniziarono la loro
attività su una superficie di circa 300 metri quadrati,
destinata, soprattutto, alla vendita di
piante e fiori. Oggi Stefano Donetti è il giovane
titolare dell’Azienda Floricola Donetti,
che, sempre assieme ai genitori, gestisce un moderno
garden center di 8.500 metri quadrati a
Romagnano Sesia, in provincia di Novara. E
dal 1974 al 2009 (quasi 2010) da raccontare
c’è molto. Tanti i punti di forza di questo punto
vendita, che ne fanno un fiore all’occhiello
della distribuzione italiana. Un garden che ha
saputo valorizzare al meglio la sua offerta, tanto
da attirare clientela da più province differenti
(Vercelli, Novara, Biella, Verbania, Milano,
Varese) e che nel corso degli anni riscontra
un fatturato costante in crescita. Ma dalla
famiglia Donetti è stato fatto un altro importante
passo in avanti che molti gardenisti della
prima generazione non riescono ancora a
compiere, e cioè quello di “passare la mano” alla
seconda generazione, ai figli. E noi siamo
andati a trovare Stefano Donetti e Melissa Ferri
(responsabile sviluppo e promozione del garden)
e con loro abbiamo parlato di gardening
e di mercato e durante l’intervista si sono aggregati
anche la mamma Giusy e il papà Mario.

D. Qual è il motore trainante del vostro garden
center?
R. «Senza ombra di dubbio il reparto delle
piante e dei fiori, noi cerchiamo di investire
molto in questo settore e in quest’ultimo periodo
ci sta dando molte soddisfazioni. Anche
il fiore reciso per noi è un prodotto strategico,
lo abbiamo sempre trattato, seppur negli ultimi
anni ha registrato cali non indifferenti, riscontriamo,
infatti, una controtendenza nel
nostro punto vendita».
D. Per questo settore, come vi differenziate da
altri punti vendita?
R. «Prima di tutto investiamo in spazio
espositivo, che cerchiamo di ampliare sempre
più. Poi, siamo sempre alla ricerca di nuove varietà
provenienti da diverse parti d’Europa e
del mondo. Inoltre, molte delle piante che vendiamo,
soprattutto le stagionali, le produciamo
direttamente noi grazie alla nostra serra
di produzione di oltre 3mila metri quadrati».
D. Sempre per quanto riguarda il prodotto florovivaistico,
lavorate molto con i fornitori italiani
o vi rivolgete di più all’estero?
R. «Per quanto riguarda il prodotto “pianta
e fiori”, i fornitori italiani non sempre riescono
a competere con i loro colleghi del resto
d’Europa. Sicuramente, negli ultimi anni, i
produttori del sud Italia hanno fatto importanti
passi in avanti, soprattutto per quanto riguarda
le specie mediterranee, ma realtà come l’Olanda e il Belgio sono sicuramente molto
più organizzate a partire dalla velocità di evasione
degli ordini alla logistica, dall’assistenza
al punto vendita ai servizi integrativi».
D. E a livello di qualità?
R. «Il prodotto di qualità oramai si trova
ovunque, sia in Italia che in Olanda, l’importante
è saperlo riconoscere e sceglierlo».
D. Le vendite hanno risentito della crisi di quest’ultimo
periodo?
R. «Con tutta sincerità, devo affermare che
non abbiamo riscontrato significativi cali
nelle vendite, se non per quanto riguarda i primi
due mesi dell’anno. Credo che il nostro settore,
almeno per ora, sia ancora soggetto all’andamento
meteorologico, più che ad altri
fenomeni di crisi; c’è sicuramente ancora molto
spazio per svillupparsi e crescere».
D. Quanto investite in politiche di visual merchandising?
R. «L’esposizione è una delle nostre priorità.
Cerchiamo in tutti i modi di “vendere” delle
idee ai nostri clienti, di offrire loro delle soluzioni
che possano riprodurre nei loro giardini
e all’interno delle loro case, non è più sufficiente
proporre la pianta e basta, ma questa
pianta deve essere calata all’interno di un “contesto
d’arredo” ben specifico, per creare la dovuta
atmosfera commerciale».
D. Le aziende fornitrici vi supportano in questo
vostro impegno?
R. «Diciamo che c’è ancora molto su cui lavorare:
in alcuni casi il garden center arriva
prima del fornitore. Molto spesso le aziende si
limitano a offrirti il proprio espositore o la propria
isola espositiva, ma si tratta di soluzioni
“chiuse” che non danno l’opportunità di sviluppare
un’adeguata politica di category applicata
ai differenti prodotti».
D. E per quanto riguarda l’arredo da esterno?
R. «Noi abbiamo inserito questa famiglia
merceologica circa cinque anni fa ed è stata
una scommessa. Nel corso di questi cinque
anni ci siamo accorti che il consumatore di
questi prodotti è molto esigente e, di conseguenza,
abbiamo scelto di spostare la nostra
offerta su una fascia di prodotto-medio alta,
perché ci siamo accorti che il cliente è alla
ricerca del prodotto di qualità; piuttosto
aspetta periodi economici “propizi”, ma non
si accontenta del primo prezzo».
D. Il vostro garden ha aderito all’iniziativa della
Festa dei Nonni organizzata dall’Ufficio
Olandese dei fiori, soddisfatti?
R. «È stata un’iniziativa molto interessante
alla quale abbiamo partecipato con grande entusiasmo.
La domenica del 3 ottobre abbiamo
invitato i nostri clienti, tra cui tanti nonni e nipoti,
a una giornata dedicata alla composizione
floreale realizzata in collaborazione con
Charles Lansdorp dell’Ufficio Olandese dei
Fiori e al flower designer Cees van Dijk. Abbiamo
regalato tante originali composizioni.
E poi, siamo andati in alcune scuole della zona
e abbiamo tenuto una lezione di composizione
floreale. Così, i bambini delle elementari
e i ragazzini delle medie hanno potuto realizzare
un dono fatto coi fiori da regalare ai loro
nonni. Per noi quest’operazione è stata un
investimento, ma siamo sicuri che è dai più
giovani che deve partire il nostro impegno
per divulgare la cultura e l’amore per il verde».
D. Il vostro garden fa parte del circuito Giardinia,
un’esperienza positiva?
R. «Senza ombra di dubbio, almeno fino ad
ora. Giardinia non è solo un gruppo d’acquisto,
anzi. Si tratta di un insieme di gardenisti,
tra i più importanti del panorama italiano, che
condividono degli obiettivi e degli interessi comuni,
da operazioni di acquisti collettivi a iniziative
di promozioni, da analisi di marketing
a studi di ricerca».
D. Siete uno tra i punti vendita più significativi
della catena distributiva del garden center
in Italia, avete fatto investimenti pubblicitari
per diffondere il vostro nome?
R. «In circa 34 anni di attività abbiamo realizzato
una campagna pubblicitaria solo una
volta, per il resto ci siamo affidati al metodo
classico del “passaparola”».
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::: IL PLUS DELLA COLTIVAZIONE
La prima pietra risale al 1970. Le dimensioni e le attrezzature erano di molto inferiori alle attuali.
Pochissime varietà di piante prodotte: dracene, filodendri e poche altre piante da appartamento.
Molto favorevole, invece, la posizione del terreno scelto per impiantarvi l’azienda. Affiancato su una
strada frequentata, l’area resta protetta ai lati da boschi di castagni e robinie e lambita da un torrente.
Il decisivo salto di qualità è coinciso con un felice incontro: quello di Pietro Fagnoni, progettista
appassionato, originario di Carpignano Sesia e profondo conoscitore della zona e dei suoi abitanti.
È di Pietro Fagnoni il progetto e la realizzazione delle serre e della centrale termica a energia solare.
Le serre in piena attività sono cinque per una superificie totale di coltivazione di 6mila metri quadrati.
La prima, la più lunga, fu costruita nel 1981, mentre la centrale termica e i pannelli solari sono del 1984.
La serra alta, comunicante con quella centrale, è stata ultimata nel 1990. Successivamente, sono state
integrate una serra su piano rialzato e due serre con bancali estraibili. Queste ultime hanno segnato
una grande crescita per l’azienda che può vantare circa 4mila metri quadrati di coltivazione intensiva.
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