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::: Un settore vitale e presente FLOROVIVAISMO a cura di Filippo Terragni
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Nell’interscambio internazionale
il mercato di piante e fiori ha
dimostrato, negli ultimi dieci anni,
di essere un settore con un’elevata
dinamicità grazie alla sempre
maggiore richiesta, da parte
dei consumatori. Lo confermano
i nuovi dati Istat. Anche se la crisi
inizia a farsi sentire ...
La maggiore diffusione del concetto di benessere
ambientale e l’importanza dell’arredo
per l’ambiente, sia interno che esterno,
porta a rispondere alle esigenze legate al rispetto
della natura, aspetto che il consumatore sente
ogni giorno di più.
Per soddisfare queste esigenze si ricorre sempre
più a piante e fiori provenienti da tutto il mondo,
a tutto vantaggio del prodotto italiano che
vanta decenni di esperienza in tal campo, occupandosi
sia della coltivazione e fornitura del
prodotto che della manutenzione e della progettazione
di interi parchi e giardini.
::: Tra ottimismo
e difficoltà
Nel 2008, il florovivaismo italiano ha registrato
l’ennesimo dato positivo, con un saldo attivo
di 154,85 milioni di euro, pari al +16,5%
rispetto al 2007 e al +116% rispetto al 2006,
con un export in valore di 643.667.172 euro e
un import di 488.821.599 euro.
L’Istat ha rilevato un aumento dell’esportazione verso Paesi Terzi del 15,5% in quantità e del
5,1% in valore, mentre le cessioni comunitarie
si sono assestate con una diminuzione del 5%
in quantità e dello 0,5% in valore. La situazione
nel suo insieme si potrebbe definire non allarmante
rispetto agli avvenimenti economici
registrati lo scorso anno.
I dati Istat dei primi quattro mesi del 2009,
purtroppo fanno temere che gli effetti della
crisi economica hanno iniziato a farsi sentire
anche in questo settore. Infatti, nel primo quadrimestre
è stata registrata una diminuzione
del 10% in valore e del 9% in quantità rispetto
all’anno scorso e del 6% e 8% rispetto al
2007. E nel periodo considerato l’interscambio
è diminuito del 14%, portandosi da 197
milioni di euro a circa 169,3 milioni.
::: In testa la Germania
Riprendendo in esame i dati riferiti al 2008,
il mercato interno europeo continua a rappresentare
circa l’83% del totale esportato con
535.022.990 euro, in lieve diminuzione rispetto
all’anno precedente.
Le quote maggiori in valore sono assorbite dai
seguenti Paesi: Germania (22%), Francia
(19%) e Paesi Bassi (12%). Un controvalore di
108.644.182 euro, ovvero la quota residuale
del 17%, è a carico dei Paesi Terzi, tra i quali si
riscontra un 6% diretto verso la Svizzera e un
2% verso la Turchia.
Per soddisfare la richiesta el mercato interno,
tra i nostri principali fornitori troviamo i Paesi
Bassi che con 357.655.635 euro coprono il
72% dell’importazione totale. La Thailandia
contribuisce con una quota del 3% e un controvalore
di prodotti floricoli, principalmente
orchidee, per 12.254.619 euro.
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::: MAGGIORI INFORMAZIONI Se volete conoscere maggiori informazioni
e dati sull’interscambio, anche in merito
alle diverse tipologie di piante e relativi
saldi tra import ed export,
scrivete a greenup@spaziotre.it
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::: In calo il reciso
Il settore maggiormente rappresentativo risulta
essere sempre quello del vivaismo propriamente
detto, dove vengono catalogate le principali piante come: le piante da esterno da frutta
o da bosco, giovani o vivaci, rosai, rododendri
e azalee, talee delle varie tipologie, piante
d’appartamento comprese quelle da fiore. In
quest’ambito, nonostante una lieve diminuzione
dell’1,45% in quantità, si è registrato un
+1,12% in valore portandosi a 460.538.926
euro di prodotto esportato, pari al 72% del totale
generale, con una quantità pari a
380.748,4 tonnellate di prodotto e un saldo
attivo di 272.973.957.
Un altro settore molto importante è quello dei
fiori recisi, dove l’Italia ricopre da sempre un
ruolo fondamentale grazie alla sua tradizione
e alla favorevole posizione geografica. È d’obbligo
comunque evidenziare che è dagli inizi
del 2000 che l’esportazione di questi prodotti è diminuita dai quasi 93 milioni di
euro agli attuali 66,7 milioni, con
un saldo passivo passato dai 64,5
milioni del 2000 ai quasi 89
milioni di euro del 2008. Quest’anno,
oltre ai tradizionali Paesi
come: Germania, Regno Unito, Paesi
Bassi e Francia, c’è da segnalare, per quanto
riguarda solo l’esportazione di rose recise fresche,
l’Eritrea che ha importato dall’Italia,
prodotto per un controvalore pari a
600mila euro e, per di più, di
200mila euro di rosai radicati.
Al primo posto, tra i fornitori, troviamo
i Paesi Bassi con le rose e con altri
fiori, come: le mazzerie di calendule, ranuncoli,
margherite, fresie e anemoni con oltre 110 milioni di euro di
valore di prodotto esportato
verso l’Italia. Seguono
le orchidee, provenienti da
Paesi Bassi, a dimostrare come
questo Paese ricopra una funzione
distributiva dei prodotti floricoli
di prim’ordine, e dalla Thailandia.
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::: ALCUNI NUMERI
■ 154,85 milioni il giro d’affari del
florovivaismo nel 2008.
■ +16,5% la crescita rispetto al 2007.
■ +116% la crescita rispetto al 2006.
■ 643.667.172 il valore dell’export nel 2008.
■ 488.821.599 il valore dell’import nel 2008.
■ 10% la diminuzione in valore nei primi
quattro mesi del 2009.
■ 9% la diminuzione in quantità nei primi
quattro mesi del 2009.
■ 14% la diminuzione riferita all’interscambio
nei primi quattro mesi del 2009.
■ 169,3 milioni il valore riferito
all’interscambio nei primi quattro mesi
del 2009 (era 197 milioni nel 2008).
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::: Si spera nel consumatore
Altro ambito commerciale considerevole è
quello della preparazione delle fronde, rami
recisi, freschi, tinti ed essiccati, tipologia
di prodotto che registra un saldo attivo di
quasi 65 milioni di euro, dove si è però registrata
una diminuzione in valore di circa il
10%, in particolar modo per quanto riguarda
i rami freschi e tinti.
La crisi economica non faciliterà certamente tutti quei settori con beni di non primaria importanza
dove, in tale situazione, il consumatore
tende a eliminare spese non sempre necessarie.
L’augurio è che, grazie all’offerta di prodotto
e di servizi che riesce a mettere a disposizione
all’acquirente finale, questo comparto
dell’agricoltura italiana ancora molto vitale e
presente, riesca a superare questo momento e
a trasmettere a tutti una nuova carica di ottimismo
e vitalità in tutto il mondo.
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::: L’IMPORTANZA DEL 2 NOVEMBRE
Per dare un’idea di quanto sia importante la ricorrenza del 2 novembre, non solo per i crisantemi,
ma per tutti i fiori che vengono commercializzati in questa occasione, è sufficiente pensare
che il 2 novembre concentra, da solo, il 30% del commercio floricolo totale italiano, lo rileva l’UcFlor.
Diverso il discorso per quanto riguarda il distretto di Sanremo che, grazie al peso delle esportazioni,
attenua l’effetto di questo e altri picchi diluendolo su tutto l’arco dell’anno.
Notizie sicuramente buone arrivano dalle quotazioni dei crisantemi che, nonostante la crisi,
restano in linea con quelle dello scorso anno: tra 0,65 e 0,74 euro a stelo i prezzi medi
all’ingrosso delle varietà Anastasia, Avignon, Dalia, Dylana, Eleonora, Pin Pon,
Resolute, Sheena, Snow Down, Spider e Veneri.
Fa eccezione la varietà Turner, quotata da 3 a 3,50 euro a stelo.
Per quanto riguarda la commercializzazione, le grosse partite vengono
acquistate prevalentemente “sul campo”, offrendo un prezzo totale per tutta
la produzione e concordando la consegna nei giorni stabiliti. Buone anche
le vendite di altri fiori, in particolare lilium, orchidee, anemoni e ranuncoli.
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::: I PRINCIPALI CLIENTI ITALIANI
Per quanto riguarda i Paesi dell’Unione
Europea e i prodotti della floricoltura
e delle piante verdi, ecco i numeri che
contraddistinguono l’export italiano nel 2008.
Germania . . . . . . . . . . . 136.557.166
Francia . . . . . . . . . . . .123.659.492
Paesi Bassi . . . . . . . . . . 77.474.991
Regno Unito . . . . . . . . . . 40.293.345
Spagna . . . . . . . . . . . . .30.945.811
Grecia . . . . . . . . . . . . .21.541.477
Austria . . . . . . . . . . . . 21.418.011
Belgio . . . . . . . . . . . . .18.074.369
Romania . . . . . . . . . . . . 16.304.664
Danimarca . . . . . . . . . . . .5.940.952
Ungheria . . . . . . . . . . . . 5.742.922
Portogallo . . . . . . . . . . . 4.983.100
Irlanda . . . . . . . . . . . . .4.813.227
Polonia . . . . . . . . . . . . .4.470.326
Slovenia . . . . . . . . . . . . 4.398.118
Repubblica Ceca . . . . . . . . .4.145.439
Svezia . . . . . . . . . . . . . 2.823.630
Bulgaria . . . . . . . . . . . . 2.671.914
Slovacchia . . . . . . . . . . . 2.457.787
Totale . . . . . . . . . . . . 528.716.741
Altri Ue . . . . . . . . . . . . 6.306.249
Totale . . . . . . . . . . . . 535.022.990
(dati in valore, Euro)
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