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GREENUP AGRI

BUSINESS IMPRENDITORE AGRICOLO ::: I tanti (possibili) BUSINESS dell'IMPRENDITORE AGRICOLO
    di Jessica Bertoni
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I servizi connessi rappresentano una quota sempre più significativa delle attività tradizionali. E in questo contesto l’agricoltura (e il vivaismo) si candidano a occupare spazi significativi dei servizi pubblici, del verde e del paesaggio ...


Pensare oggi a un’azienda agricola potrebbe portare alla mente immagini forse meno poetiche della fattoria immersa nel verde, ma più rispondenti ad un processo di modernizzazione che vede l’azienda agricola trasformarsi sempre più da utilizzatrice a fornitrice di servizi per altre aziende e per l’intera società.
Una nuova cultura, una nuova visione.
L’economia mondiale sta spostando l’attenzione dalla produttività umana alla produttività delle risorse, cercando così di ridurre l’impatto dell’uomo sull’ambiente. L’interesse si sta trasferendo sempre più dal capitale economico a quello naturale e di conseguenza, anche l’industria sarà obbligata a imitare la natura. Tutto ciò induce all’affermazione di nuovi valori, a un radicale cambiamento di mentalità dell’acquisto, basato non più sul concetto di ricchezza ma su quello di benessere, inteso come qualità, utilità e prestazioni. Ciò a cui si sta alludendo è proprio la multifunzionalità in agricoltura.

::: Dal territorio alla biodiversità
Il concetto della multifunzionalità ha cominciato a farsi strada a partire dalla Conferenza di Cork del 1996, è stato sviluppato come preciso indirizzo di politica comunitaria con Agenda 2000, ha trovato attuazione nel nostro paese coni il decreto 228 del 2001, che assegna all’agricoltura compiti che vanno al di là dell’attività produttiva tradizionale aprendola ad un mercato nuovo, di grande prospettiva.
Le nuove funzioni che l’agricoltura può svolgere nel campo dei servizi del verde e del territorio vengono sancite nel nostro ordinamento giuridico attraverso la figura dell’imprenditore agricolo, così come definita dal decreto legislativo 18 maggio 2001 n. 228, mediante il quale è stato modificato l’art. 2135 del codice civile.
Nella nuova versione di tale articolo l’area delle attività connesse è costituita in primo luogo dalla manipolazione, conservazione, trasformazione e valorizzazione di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo, del bosco o dall’allevamento di animali, ma anche dalle attrattività dirette alla fornitura di beni e servizi mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione e ospitalità come definite dalla legge.
Lo stesso decreto legislativo apre all’imprenditore agricolo lo spazio per esercitare funzioni pubbliche per quanto riguarda la cura del territorio, il paesaggio, l’assetto idrogeologico e, più in generale, la tutela e la valorizzazione delle biodiversità e delle tradizioni produttive del territorio stesso.

 

::: LE NUOVE FUNZIONI
■ Cura del territorio
■ Cura del paesaggio
■ Cura dell’assetto idrogeologico
■ Valorizzazione delle biodiversità e delle tradizioni produttive

::: IL VALORE
La norma in esame specifica che, in deroga alle normative vigenti, le pubbliche amministrazioni possono stipulare contratti di appalto con gli imprenditori agricoli per un importo che la successiva legge 27 dicembre 2006 n. 296 ha fissato pari a 50 mila euro nel caso di imprenditori agricoli singoli e a 300 mila euro nel caso di imprenditori in forma associata.

::: ALCUNI NUMERI
5,3 miliardi di euro il valore della produzione di attività connesse nel 2009
44 miliardi di euro il valore complessivo dell’attività agricola nel 2009
12% la quota rappresentativa dei servizi connessi nell’ultimo anno

::: LE REGIONI PIÙ “PRODUTTIVE”
Emilia Romagna, Sicilia, Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Campania, Puglia



BUSINESS IMPRENDITORE AGRICOLO::: Fino a 300mila euro
L’art. 15 del decreto prevede, infatti, la possibilità per le amministrazioni pubbliche di stipulare convenzioni con gli imprenditori agricoli finalizzate allo svolgimento di attività funzionali alla sistemazione e alla manutenzione del territorio, alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, alla cura e al mantenimento dell’assetto idrogeologico e di promuovere prestazioni a favor e della tutela delle vocazioni produttive del territorio.
Le convenzioni costituiscono lo strumento giuridico generale che la normativa suggerisce per regolare i rapporti tra amministrazioni e imprenditori agricoli e definire le modalità attraverso le quali ricompensare questi ultimi per le attività di cui già detto, modalità che possono essere di vario tipo, tra cui la cessione di beni o l’erogazione di somme di denaro. La norma in esame specifica che, in deroga alle normative vigenti, le pubbliche amministrazioni possono stipulare contratti di appalto con gli imprenditori agricoli per un importo che la successiva legge 27 dicembre 2006 n. 296 ha fissato pari a 50 mila euro nel caso di imprenditori agricoli singoli e a 300 mila euro nel caso di imprenditori in forma associata. La normativa richiamata consente la possibilità di esternalizzare alle aziende agricole la gestione/manutenzione del territorio, nei suoi aspetti di cura idro-geologica, paesaggistica e del verde pubblico.
Solo nel caso del comparto forestale la normativa prevede esplicitamente l’istituzione di albi, ma l’esigenza della definizione, dell’accertamento e della verifica dei requisiti necessari allo svolgimento di tali attività da parte delle imprese sussiste anche con riferimento all’applicazione del D.Lgs 228.

BUSINESS IMPRENDITORE AGRICOLO::: Reticolo di settori
Il ruolo dei servizi relativi alla cura degli spazi verdi e del paesaggio all’interno del sistema economico va in primo luogo considerato nel quadro del complesso delle attività che, nel loro insieme risultano funzionali alla creazione e manutenzione di tali spazi e paesaggi. Si tratta di un approccio che trova un forte radicamento nel contesto statunitense dove è stato coniato il concetto di green industry.
Nell’ambito di tale approccio, la struttura della green industry viene rappresentata considerando il reticolo dei settori maggiormente coinvolti nelle funzioni sopra citate, considerando altresì i legami con i rimanenti settori e attori economici, in particolare con il settore immobiliare e delle costruzioni.
La struttura del sistema del verde comprende, cioè in primo luogo le diverse attività coinvolte nella produzione, distribuzione e servizi connessi con il verde ornamentale, il paesaggio, i giardini e le relative attrezzature. Il complesso in esame comprende i fornitori di input, imprese di produzione vivaistica e serricola, nonché i produttori di tappeti erbosi, intermediari, rivenditori, trasportatori, imprese di servizi paesaggistici e di selvicoltura urbana (progettazione, installazione, manutenzione) operatori della vendita al dettaglio.
In questo quadro, le imprese che realizzano servizi soddisfano i bisogni di una clientela molto vasta che comprende i proprietari di immobili residenziali o adibiti ad attività commerciali produttive industriali, nonché operatori pubblici e/o loro stazioni appaltanti sia a livello locale che nell’ambito della realizzazione e manutenzione di opere pubbliche di diversa scala territoriale.
Alcune offrono una pluralità di servizi altre si caratterizzano per una maggiore specializzazione. Le aziende di fornitura e/o installazione sono impegnate nella piantumazione di alberi, arbusti, piante, prati e nella costruzione di strade pedonali, muri di contenimento, ponti, recinzioni e steccati, laghetti artificiali e altre strutture simili. A queste vengono aggiunti servizi di installazione specializzati con sistemi di irrigazione, attrezzature per l’acqua, addobbi natalizi, eccetera. Alla manutenzione paesaggistica vengono invece ricondotte le imprese che forniscono servizi di cura dei prati come falciatura, rasatura, rimozione delle foglie o della neve, rimozione di alberi o potatura, pacciamatura e altri interventi finalizzati a migliorare l’estetica e più in generale la salute dei prati stessi (diagnostica, applicazione di fitofarmaci con relative attrezzature). Inoltre le imprese che curano i prati realizzano spesso programmi che includono l’arieggiatura, la rizollatura e/o la risemina su manto e il controllo integrato delle patologie.

BUSINESS IMPRENDITORE AGRICOLO::: Uno spazio tridimensionale
In certe realtà con il crescere del turismo il comparto dei servizi del verde diventa più importante delle attività di produzione agricola e si integra fortemente con altri settori, definisce i servizi in esame come la progettazione, l’installazione e la manutenzione del paesaggio, considerando il paesaggio come lo spazio tridimensionale esterno e interno che simula l’ambiente naturale e che viene allestito o mantenuto ai fini di accrescere la sicurezza e il piacere umano.
Le aziende coinvolte nei servizi del verde sono in parte collocate nel settore dove è inserita la categoria dei servizi architettonico-paesaggistici, che comprende le attività relative ai servizi tecnici, scientifici e professionali. Nel settore dei servizi amministrativi e di assistenza e di gestione e trattamento dei rifiuti, nell’ambito dei servizi agli edifici e alle abitazioni è collocato, invece l’aggregato dei servizi paesaggistici.
Le attività rientranti nei servizi del verde e del territorio possono così essere schematizzati secondo delle macro aree:
viabilità e manutenzione di beni pubblici: pulizia delle strade, sgombero della neve e di altri materiali ingombranti, manutenzione della viabilità minore e della sentieristica, lavorazioni del terreno, manutenzione di beni pubblici, eccetera;
lavori idraulici: difesa delle inondazioni, pulizia di argini e canali, chiusura di piccole rotte, ripresa frane nelle sponde, riparazione e sostituzione di tubazioni, sgombero foci, sostituzione di materiali, manutenzione dell’assetto scoli ai canali di drenaggio, eccetera;
verde urbano: pulizia e manutenzione di parchi e giardini, taglio e potatura di alberi, manutenzione di impianti sportivi e tappeti erbosi, installazione e manutenzione delle varie forme di arredo urbano, eccetera;
attività forestali: lavori selvicolturali, costruzione di piste e arginature, piccole opere di ingegneria naturalistica, difesa dalle avversità dagli incendi, eccetera;
servizi ambientali, che possono spaziare da lavori di protezione, alla salvaguardia di specie selvatiche di particolare interesse, fino a ricomprendere opere di valenza paesaggistica.

::: In aumento
Parte significativa delle attività in questione possono essere anche realizzate in proprio da una pluralità di soggetti privati, quali gestori di campi da golf, alberghi, imprese di gestione immobiliare eccetera e da operatori pubblici, come scuole, cimiteri, parchi privati, altre imprese e organizzazioni.
Ciò rende non del tutto facile la quantificazione dell’importanza economica di tali servizi, sia in termini di produzione, che di occupazione, quantificazione che richiede ovviamente delle stime ad hoc.
Parte delle difficoltà sono anche connesse alla diversa natura dei servizi stessi e al diverso profilo temporale delle loro controprestazioni finanziarie. Nell’ambito dei conti nazionali l’Istat stima i principali aggregati economici del settore agricolo (produzione, consumi intermedi e valore aggiunto). In questo quadro viene determinato dall’istituto il valore della produzione delle attività dei servizi connessi all’agricoltura, nella quale sono comprese le attività del contoterzismo, quelle della raccolta e prima lavorazione dei prodotti e quelle di sistemazione di parchi, giardini e aiuole. Aggiungendo a tali attività i servizi connessi all’allevamento, viene costruito l’aggregato indicato come attività dei servizi connessi, pubblicato dall’Istat nell’ambito delle serie relative al valore aggiunto dell’agricoltura per Regione.
Nel 2009 la produzione delle attività connesse è stata pari a circa 5,3 miliardi di euro, a fronte di un valore complessivo della produzione agricola stimato in poco più di 44 miliardi di euro. I servizi connessi rappresentano ormai una quota significativa delle attività agricole, anche nell’ultimo anno considerati pari al 12% della produzione agricola e la sua incidenza relativa è superata in tale anno solo dal comparto delle carni (20,46%) e da quello degli ortaggi.
Nel nostro Paese le regioni che maggiormente contribuiscono all’apporto di servizi sono l’Emilia Romagna al nord, dove si realizza il 10,5 % della produzione nazionale e la Sicilia al sud, con il 10,7%. A seguire Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Campania e Puglia.
Nel nostro paese la normativa relativa all’imprenditore agricolo permette di estendere all’impresa agricola, attraverso la nuova definizione delle attività connesse, le attività relative ai servizi del verde.
La normativa consente altresì alle aziende agricole di svolgere, per conto delle amministrazioni pubbliche, funzioni di cura del territorio, del paesaggio e dell’assetto idrogeologico. In questo nuovo contesto l’agricoltura si candida a occupare spazi significativi sia su quello indicato come canale di mercato che su quello dei servizi pubblici dei servizi del verde e del paesaggio.

 

::: L’ESPERTA IN MATERIA
Jessica Bertoni, nata a Modena il 21/06/1974. Laureata in Economia, indirizzo “Impresa e mercato”. Dopo tre anni di praticantato, si abilitata all’esercizio della professione di dottore commercialista, iscritta all’albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Modena e all’albo nazionale dei revisori dei conti. Decide di interrompere la libera professione per sceglie l’esperienza della Pubblica Amministrazione: oggi si occupa per la Provincia di Modena della gestione e rendicontazione di Fondi Comunitari.




 

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