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::: "IL VERDE E' BELLO" PRODUZIONE di Francesco Tozzi (colloquio con Luigi Tusi)
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Con queste parole il titolare di Coplant conclude l’intervista che segue. E fa il punto della situazione su qualità della produzione,
mercato italiano e associazionismo. Oltre la crisi degli ultimi due anni che ha colpito il settore ...
Alta specializzazione, continua ricerca di nuove varietà, attenzione meticolosa nella produzione e un occhio attento
all’associazionismo sono solo alcune delle caratteristiche che contraddistinguono l’azienda florovivaistica Coplant,
una realtà di riferimento per le piante da esterno, attiva nel comprensorio cannatese dal 1993. Venticinque gli ettari
di vivaio di piante in contenitore, oltre 40 gli ettari di terreno con piante coltivate in piena terra, 1.200 varietà
in vaso e 150 varietà di alberature in piena terra. Numeri che danno l’idea della profondità dell’offerta e della
professionalità del vivaio di Canneto sull’Oglio, che è terra di vivai; terra di vocazione vivaistica che vede le sue
origini nella coltivazione e nella produzione di piante di gelso, utilizzate per opere di rimboschimento, da qui, poi,
l’allargamento e lo sviluppo nella coltivazione delle più vaste alberature in piena terra.
Luigi Tusi, titolare di Coplant, porta come fiore all’occhiello della sua azienda l’alta specializzazione del
suo vivaio e la buona produzione e coltivazione delle sue piante.
D. Come si articola l’offerta di Coplant?
R. «Dal seme, dalla talea, dalla piccola piantina Coplant inizia la coltivazione delle sue piante e nella nostra produzione si
articolano differenti coltivazioni. Si può trovare una prestigiosa collezione di rose, sia tappezzanti, a grandifiori, rampicati e
varietà coltivate ad alberello. Alleviamo tutti gli arbusti a fiore, gli arbusti tappezzanti, i grossi arbusti sempreverdi.
Coltiviamo piante rampicanti, fruttiferi, arbusti da siepe, essenze da rimboschimento, tutta la gamma delle latifoglie, oltre
ad alberi e grossi arbusti che produciamo in diverse misure e forme».
D. Un’offerta ampia per il cliente.
R. «Sì, si tratta di un’offerta ampia e qualificata che soddisfa le esigenze dei nostri clienti, dai garden center ai
giardinieri alle aziende di progettazione e manutenzione del verde pubblico e privato. Inoltre, stiamo molto attenti in tutte
le fasi di produzione. Per esempio, il terriccio che utilizziamo per la coltivazione viene prodotto internamente.
Si tratta di un materiale bilanciato, realizzato con torba da mattonello, argilla, fibra di cocco e il tutto è addizionato
con concimi naturali. Una scelta, quella di non comprare terriccio già pronto, che per noi è sinonimo di garanzia e professionalità».
D. Il vostro giro d’affari è realizzato più all’estero o in Italia?
R. «Noi lavoriamo principalmente in Italia, Paese che assorbe circa l’80% della nostra produzione, tra
giardinieri, garden e architetti. Il resto (20%) del nostro fatturato viene realizzato all’estero, dove esportiamo principalmente alberature».
D. Altri servizi garantiti?
R. «Oltre alla qualità della nostra gamma di produzione, siamo costantemente impegnati nello sforzo di offrire
un servizio efficiente al cliente con spedizioni e consegne puntuali. Le nostre piante sono confezionate e spedite
nelle migliori condizioni in modo che il nostro prodotto “vivo” giunga a destinazione sano e in ottimo stato. Nel
2007, inoltre, abbiamo realizzato sul nostro sito internet un motore di ricerca con migliaia di informazioni sulle piante.
Non mancano anche alcune coltivazioni un po’ “fuori dagli schemi”, per esempio: piante da frutto coltivate in vasi da 12
litri, anziché 7 litri, come nella maggior parte dei casi, e rose in vaso che grazie a una particolare tecnica di coltivazione
richiedono meno fabbisogno idrico».
D. Il territorio di Canneto, da anni terra vocata per la coltivazione di alberature, ha risentito della crisi di questi ultimi anni?
R. «L’80% delle alberature a livello nazionale viene prodotta a Canneto e devo dire che è circa due anni che il
nostro comprensorio risente della crisi. Il motivo principale di questa battuta d’arresto nelle vendite è principalmente
legato a una riduzione delle esportazioni verso Francia, Inghilterra e Germania e anche l’Europa dell’Est, che per molti era
vista come la panacea di nuovi possibili business, sinceramente non ha dato i risultati sperati. Il mercato italiano,
invece, negli ultimi anni sembra aver dimostrato una nuova vitalità, ma c’è ancora un problema legato all’equilibrio
e alla serietà nelle produzioni: insomma, se il mercato può assorbire 100mila piante, per dire, perché produrne 200mila?».
D. Eppure in Italia si contano diverse associazioni, anche nel vostro comprensorio, non c’è comunicazione con le
realtà produttive?
R. «Lei sfonda una porta aperta. Io ho sempre visto di buon occhio e sono stato anche promotore di diverse iniziative
associative, ma molte di queste non sono andate a buon fine, come la nascita di Assovivai nel 2001. Oggi poi, come dice lei,
esistono veramente molte associazioni, ma manca un passaggio di informazioni tra queste e, soprattutto, tra le associazioni
e il mondo produttivo; un passaggio di informazioni che consentirebbe di portare un nuovo equilibrio nei programmi di coltivazione, per produrre meglio e tutti».
D. Tutto qui?
R. «Forse no, ma auspico un maggiore sviluppo della cultura verde, a partire da noi produttori, per coinvolgere istituzioni
e opinione pubblica. Dobbiamo inculcare ai bambini che il verde è bello».
::: ALCUNI NUMERI
5.500.000 il fatturato complessivo registrato nel 2009
25 gli ettari di vivaio di piante in contenitore
40 gli ettari di vivaio di piante in zolla
1.200 le varietà di piante coltivate
150 le varietà di alberature
50 i dipendenti tra fissi e stagionali
80% la quota del fatturato assorbita dal mercato italiano
20% la quota del fatturato assorbita dal mercato estero
::: LA PRODUZIONE
- Rose tappezzanti
- Rose a “grandifiori”
- Rose rampicanti
- Rose ad alberello
- Arbusti a fiore
- Arbusti tappezzanti
- Grandi arbusti sempreverdi
- Piante rampicanti
- Fruttiferi
- Arbusti da siepe
- Piante da rimboschimento
- Latifoglie e grandi alberature
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