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::: Il circolo virtuoso della CERTIFICAZIONE TENDENZE di Stefania Medetti (colloquio con Antonio Fracassi)
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I dubbi lasciano spazio
alla convinzione
in chi adotta i processi
della sostenibilità.
Una scelta che, a cascata,
si riverbera su ogni
aspetto della produzione,
lo racconta Antonio
Fracassi, coordinatore
per l’Italia dell’ente
di certificazione MPS ...
Sono circa 50, a oggi, le aziende italiane certificate
MPS (www.my-mps.com), acronimo
di “Milieu Programma Sierteelt”, ovvero:
programma ambientale per la coltivazione
di piante ornamentali. «Si tratta di imprese
caratterizzate da un elevato indice di innovazione
e competitività che attuano, attraverso
la certificazione di prodotto e di processo, una
politica di internazionalizzazione verso mercati
più ricettivi e di diversificazione qualitativa
con prodotti di alta gamma», spiega Antonio
Fracassi, coordinatore per l’Italia dell’ente
di certificazione.
Pur in mancanza di statistiche ufficiali sul fenomeno,
la tendenza, fortunatamente, è in forte
espansione.
«Nella sua esperienza, registrata negli ultimi
quattro anni, MPS ha assitito a una iniziale attenzione
espressa dalle aziende leader del comparto
e che si è poi gradualmente estesa "a rete"
includendo gruppi di interesse commerciale
e organizzazioni di produttori che tendono
a proporsi in modo sempre più diretto ai mercati», racconta Fracassi.
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::: I PUNTI DI FORZA
■ Miglioramento nella gestione tecnica
■ Miglioramento negli aspetti gestionali
■ Armonizzazione di eventuali politiche di sostenibilità ambientale
■ Maggiori garanzie di equità sociale
nei Paesi di produzione.
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::: Verso l’eccellenza
Da noi, come analogamente avviene negli altri
Paesi europei, la certificazione delle specie vegetali a uso ornamentale ha un trascorso relativamente
recente. Il caposaldo è identificabile
nel quadro normativo di regolamentazione
fitosanitaria del libero scambio in ambito
intracomunitario, arricchitosi successivamente
degli standard proposti dai più consolidati
ed evoluti schemi volontari applicabili al settore
agro-alimentare e delle tematiche di sostenibilità
maggiormente percepite dai consumatori.
È facile capire, dunque, come le aziende
certificate rappresentino casi di eccellenza
nel settore.
La certificazione, infatti, non ha un impatto
solo sul prodotto finale, ma innesca un circolo
virtuoso che chiama in causa ogni aspetto
della produzione: «In tutti i casi rilevati, l'implementazione
delle certificazionI ha indotto
un adattamento del modello organizzativo delle
aziende che ha stimolato il miglioramento
nella gestione di aspetti tecnici e gestionali»,
fa notare ancora il coordinatore.
Tra questi ultimi, un’evidenza comune è rappresentata
dal cambiamento di atteggiamento
degli “addetti ai lavori” che, una volta applicato
il processo previsto per la certificazione
hanno cambiato idea, rispetto alla posizione
inziale relativa a una presunta e temuta inutilità
e dispersione di tempo verosimilmente
attribuibile alla registrazione e monitoraggio
di dati operativi che, comunemente, non vengono
inclusi nel controllo di gestione delle
aziende agricole.
«Nella quasi totalità dei casi, tale convinzione
è stata controvertita dalla utilità oggettiva
di avere disponibile dati storici ulteriori sulla
vita dell'azienda e che si sono poi rivelati
preziosi strumenti per il supporto alle
decisioni.
Ad esempio, attraverso la registrazione dei consumi
di fitofarmaci, fertilizzanti acqua ed energia
è stato possibile armonizzare la politica di
sostenibilità ambientale prevista dalla certificazione
con il contenimento dei costi di produzione
che si è tradotta in una sensibile e progressiva
riduzione dei consumi e parallela mitigazione
degli impatti ambientali generati»,
testimonia Fracassi.
::: Un punto d’incontro
Considerando il profilo produttivo del nostro
Paese, è facile immaginarne gli effetti sul sistema.
Fra piante ornamentali e fiori, i secondi
giocano un ruolo di primo piano e registrano
un’elevata incidenza di prodotto certificato,
anche in considerazione del fatto di esser
in buona parte importati da Paesi dove gli
aspetti etico-sociali e ambientali assumono
particolari criticità, la certificazione costituisce
garanzie di equità sociale e sostenibilità ambientale
attese e prontamente riconoscibili da
un target molto ampio di consumo. «Le piante
ornamentali seguono invece in modo più
marcato le logiche e le dinamiche della grande
distrubuzione – spiega Fracassi –, dove la
certificazione rappresenta in primo luogo uno
strumento di diversificazione commerciale.
Quanto alla visibilità, le aziende certificate
MPS hanno la possibilità di apporre sulle proprie
piante un cartellino identificativo con
un logo recante il numero univoco aziendale.
L’organizzazione, infine, pur non curando
aspetti prettamente commerciali, attraverso la propria sede in Olanda MPS veicola periodicamente
l'elenco aggiornato delle aziende certificate
con i rispettivi prodotti
ai più rappresentativi operatori
commerciali europei di
settore. MPS, inoltre, attua
una politica "business to
business" ponendosi quale
elemento di raccordo
dinamico tra la produzione
di qualità e i mercati.
«In tale ruolo, vengono
periodicamente proposti
alle aziende partecipanti spunti e stimoli
per il miglioramento delle prestazioni tra i quali
workshop tecnici, visite organizzate presso i
mercati, le fiere di settore e aziende di eccellenza,
la diffusione di newsletter informative.
Insomma, come ben spiega il posizionamento
di MPS: Your Sustainability is Our Concern.
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::: SVILUPPO POTENZIALE L'Italia è il secondo produttore in Europa
di piante ornamentali e fiori recisi e tale settore
risulta in forte crescita sostituendosi ad altri
settori dell'agricoltura tradizionale ormai
in perdurante recessione. Le aree a maggior
concentrazione produttiva sono la Toscana,
la Sicilia, la Liguria e la Puglia, anche se vi sono aree in forte espansione con grosse valenze logistiche
e infrastrutturali quali il Lazio, il Veneto, le Marche e altre in grado di esprimere un forte potenziale.
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::: I MARCHI Ecco alcuni dei marchi che comprovano la
certificazione Mps. Di fatto, si tratta di uno
strumento di diversificazione
commerciale e inoltre, Mps,
attua una politica “business
to business” ponendosi quale
elemento di raccordo dinamico
tra la produzione e i mercati.
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