|
::: UTENSILI: un 2010 (di nuovo) in crescita ATTREZZI di Uberto Marni
-----------------------------------------------------------
Secondo le nostre stime,
il valore del comparto
è pari a poco più di 56
milioni di euro.
E l’incremento per
alcune realtà aziendali
toccano punte del 4
per cento. Maggiori
gli investimenti
per l’ergonomia ...
Anche per il 2010, GreenUp
si è fatto carico della la stima
del mercato nazionale
sell-in degli utensili per il
giardinaggio. L’andamento
del segmento aveva conosciuto
tassi di crescita piuttosto elevati fino al
2008, con quasi il 6% di sviluppo in confronto
al 2007; vendite pressoché stabili nel 2009,
con una contrazione dello 0,3%, mentre nel
corso del 2010, anche se con valori ancora vicini
allo zero, un’inversione di tendenza, con
un +0,5 per cento.
Secondo le nostre stime, il valore di mercato
per il 2010 è stato di 56,149 milioni di euro,
rispetto a 55,855 del 2009. Il valore è paragonabile
a quello relativo al 2008, con poco
più di 56 milioni. I tassi di contrazione e di
sviluppo degli ultimi due anni hanno infatti
avuto l’effetto di mantenere pressoché costante
il valore del mercato analizzato. La stima è
basata sulle dichiarazioni degli operatori, che
hanno registrato anche sviluppi del 3/5% in
seguito all’introduzione di nuove linee di prodotto,
ma che, più in generale, concordano con
la sostanziale tenuta del segmento.
A grandi linee, quindi, la crisi degli ultimi anni
ha avuto un impatto meno scioccante sulle
vendite di utensili, rispetto ad altri settori.
Gli attrezzi da giardinaggio per molti versi
hanno avuto un andamento in controtendenza.
I principali elementi alla base degli sviluppi
sono il ritorno alle coltivazioni tradizionali, con la realizzazione di orti per ottenere
frutta e verdura bio, oltre alla consapevolezza
sempre più diffusa delle capacità terapeutiche
del giardinaggio, come attività anti stress
a costi contenuti.

::: Prodotti orientali, impatto contenuto
Gli operatori nazionali, inoltre, concordano
sul relativo basso impatto delle “tigri dell’est”,
con produttori di attrezzi da taglio e altri utensili
a basso prezzo, che tendono a ampliare il
mercato, con vendite presso la grande distribuzione
organizzata non specialistica. I prodotti
dell’est, tuttavia, attraggono fasce di clientela cui, di norma, i produttori nazionali non
si rivolgono. Sono poche le aziende che hanno
inserito prodotti “di prezzo” affiancandoli
alla gamma di fascia più elevata che erano
abituati a trattare.
In questa direzione anche
Bavicchi, che per
voce di Dario Bavicchi,
amministratore delegato,
che ci ha detto:
“Ci teniamo alla larga
dai prodotti orientali,
soprattutto per quanto
riguarda la continuità
qualitativa delle forniture.
In seguito a un accordo
commerciale,
normalmente, le prime
consegne hanno standard
elevati, ma nel giro
di pochi mesi la qualità
comincia a calare e
l’attenzione dei produttori
dell’estremo oriente
si sposta verso il contenimento
dei costi, diminuendo
i livelli qualitativi delle forniture.
Di fatto è possibile lavorare con soddisfazione
solo per le aziende più strutturate che hanno
un controllo diretto sulle unità di produzione delocalizzate, mentre operare da semplici
acquirenti rende troppo difficile controllare
l’output, con utensili che di anno in anno
divengono meno affidabili”.
Ecco anche il commento di Loredana Giudici,
amministratore delegato di Giudici Garden
Tools sulla tematica della guerra dei prezzi:
“L’invasione da parte di produttori orientali
ha l’effetto di disorientare il mercato: le offerte
effettuate tramite la Gdo con i “tutto a
2 Euro”, non può che disturbare. Oltre a coloro
che acquistano con l’obiettivo dell’usa e
getta, che utilizzano gli utensili solo una volta
all’anno, molti si fanno conquistare dalle offerte
e, anche se avrebbero necessità di maggiore
affidabilità, si orientano ai prodotti meno
cari, causando problemi sul mercato. Anche
alla nostra azienda pervengono richieste
di grandi volumi di utensili a prezzi molto contenuti,
ma, preferiamo non avventurarci in
quella fascia di mercato”.
Paradossalmente, la continua crescita delle importazioni
da paesi come Cina e India, sembra
avere l’effetto di sostenere le vendite delle
offerte qualitativamente migliori, da un lato sono
sempre più numerosi gli acquirenti di utensili,
dall’altro, l’utilizzo di strumenti meno resistenti
sposta verso le fasce più elevate l’attenzione
dei consumatori. In altre parole assistiamo
alla diffusione della consapevolezza della
comodità degli utensili per il giardinaggio tramite
l’acquisto di prodotti nei grandi magazzini,
con un ritorno per i prodotti più performanti
e costosi per le scarse soddisfazioni dovute alla
minore affidabilità di quelli d’importazione.

::: Accurata selezione
Questo percorso, ovviamente, non è sconosciuto
alle imprese operanti nell’estremo oriente,
che, nelle nazioni più avanzate, come Hong
Kong, Taiwan e la Corea stanno sviluppando
prodotti di qualità più elevata da collocare sul
nostro mercato. Nell’ambito degli utensili per
il giardinaggio, come in molti altri, è il marchio
a fare la differenza, con il supporto degli
avanzati servizi locali. L’offerta di prodotti
d’importazione di fascia più elevata è quindi
veicolata con marchi consolidati, per evitare la
confusione con i prodotti più aggressivi in termini
di prezzo. Questo lo sviluppo che possiamo
annotare nell’ultimo periodo, con crescenti
rapporti di collaborazione tra produzione
a basso costo di mano d’opera e distribuzione
nei mercati più redditizi.
“L’offerta di prodotti d’importazione – ci ha detto Guglielmo Torelli, direttore di divisione
di Verdemax –, deve prevedere un’accurata
selezione e, soprattutto la garanzia e i servizi
da parte delle aziende locali. Noi puntiamo
a una gamma di prodotti di medio/alto livello
con servizi di supporto, assistenza e riparazione
che non possono essere inclusi in prodotti
di prezzo.
La crisi economica tende a distogliere un po’
dalla realtà: operare con volumi notevoli a
prezzi molto contenuti non è garanzia di redditività
per un’azienda, che si può trovare ad
affrontare costi crescenti proprio per la scarsa
qualità dei servizi, anche di quelli più banali,
come la garanzia delle consegne nei tempi previsti.
I momenti di crisi, prima o dopo, terminano
e nella nostra azienda siamo convinti che
saranno i livelli più elevati di qualità e servizio
a permettere di mantenere i rapporti con la
clientela, più che i prezzi molto contenuti”.
::: ALCUNI NUMERI
0,5% la quota di crescita del mercato del 2010
3-5% la quota di crescita individuale per
alcune realtà aziendali
56,149 milioni il giro d’affari (sell-in) nel 2010
55,855 milioni il giro d’affari (sell-in) nel 2009
|
::: Eco-sostenibilità e hobby
L’attenzione alle tematiche ambientali e ecosostenibili,
ovviamente, riavvicina i consumatori
al mercato del giardinaggio, anche se, in questa fase post-industriale, le modalità sono
più quelle hobbistiche che non quelle dell’agricoltura
tradizionale. Evidente, quindi, che
le preferenze siano più rivolte a utensili che
aiutino a contenere lo sforzo fisico, per attività
meno produttive e più “ludiche”. I prodotti più
orientati alla maggiore ergonomia per l’interazione
uomo-natura sono quelli che conoscono
i maggiori livelli di crescita, come ci ha raccontato
Frediano Tinti, communication manager
di Fiskars: “La nostra filosofia aziendale
è rivolta al capovolgimento del paradigma
degli utensili: non è l’essere umano che deve
adattarsi allo strumento ma, viceversa, sono i
prodotti che devono garantire l’utilizzo continuativo,
adeguandosi alle peculiarità dell’uomo.
La ricerca viene quindi effettuata sui
materiali, sulle modalità di utilizzo e sulle
problematiche tipiche dell’utilizzo, come
l’insorgere di calli, dolori articolari
e così via”. L’azienda è cresciuta
in modo sensibilmente superiore alle
medie di mercato, offrendo prodotti di fascia
elevata con modalità esclusive: i prodotti
Fiskars vengono offerti in spazi propri, affiancati
alle aree dei prodotti da taglio, ma con identità ben definita. “Il supporto alla clientela
viene offerto sia presso il punto vendita, con
le opportune attività di formazione o con la
presenza di personale dedicato, ma anche via
supporto telefonico e on-line, modalità di assistenza
apprezzata dalla clientela con un numero
di contatti crescente per le più svariate
operazioni”.
L’attuale approccio al giardinaggio, che non è
più solo un’attività svolta per la coltivazione di
generi alimentari, è rivolto agli aspetti terapeutici
soprattutto dovuti all’impegno fisico e alla
soddisfazione per i frutti (e i fiori) conseguenza
del proprio impegno negli spazi verdi.
Anche se meno centrale, rispetto alla continuità
necessaria per l’agricoltura professionale,
l’affidabilità degli strumenti utilizzati
garantisce la possibilità di dedicarsi all’hobby
senza interruzioni, che non deve
essere sottovalutata, anche in considerazione
del tempo disponibile
per lo svago, di norma
concentrato nei week-end
o nei giorni festivi. Molti
hobbysti, inoltre, nel periodo
estivo dedicano le
serate alle attività di giardinaggio
e, tendenzialmente,
si prefiggono obiettivi
chiari per questo o quel
ritaglio di tempo. L’impossibilità
di raggiungere i propri scopi
per la rottura di un utensile, in orari in
cui non è possibile sostituirlo, è evidentemente
origine di nervosismo, vanificando spesso la
funzione anti-stress del giardinaggio.
Ne emergono attività di attenzione maggiori
e una selezione più rigorosa da parte degli appassionati,
comportando maggiori necessità di
supporto e una minore preferenza accordata
agli utensili di basso livello. Più assistenza all’acquisto
si concretizza in maggiore successo
di prodotti più raffinati e costosi.

::: Distribuzione: preferito
lo specializzato
L’elemento che emerge, in quest’ultimo periodo
è l’interesse per gli stessi addetti dei canali
commerciali più specializzati, come ci ha detto
Antonio Scopazzo, area sales manager di
Escher: “La formazione è ormai un elemento
necessario per le aziende di produzione, che
devono fornire argomentazioni ed elementi
per motivare la differenziazione dei prodotti
di fascia più elevata, rispetto a quelli più economici.
Nelle ferramenta e nelle agrarie, canale
d’elezione per gli attrezzi da taglio, il livello
di preparazione degli addetti è piuttosto elevato:
dispongono già di un buon livello di conoscenza
delle diverse tipologie di prodotto. I
venditori chiedono comunque approfondimenti:
il rapporto con la clientela è gestito in
prima persona e i professionisti della vendita
non ritengono opportuno improvvisare, in assenza
delle opportune informazioni”.
Anche i reclami e le lamentele devono essere
gestite dagli stessi addetti, aggiungiamo noi,
ed è abbastanza ovvio come sia più soddisfacente
e redditizio stabilire rapporti di fiducia
con i consumatori che, in un ambito in cui la
concorrenza si fa sempre più pressante, riterranno
opportuno tornare da coloro che hanno
ben consigliato un prodotto adatto alle proprie
esigenze. Chiosa infatti il manager di
Escher: “Il nostro mercato è più arretrato rispetto
ad altri Paesi d’Europa, che sono molto
più specializzati, la differenza è proprio nel trasferimento
delle informazioni presso i punti vendita: coloro che hanno una visione di
medio/lungo periodo capiscono
l’efficacia del supporto all’acquirente,
con il quale bisogna stabilire
un contatto, ascoltare le esigenze
senza arroganza, aiutare
nella selezione del prodotto più
idoneo e fornirlo. In questo modo
è possibile consolidare rapporti
con la clientela, con ritorni
più interessanti in periodi medio/
lunghi, appunto”.
Renato Ortolani, titolare di Italgarden’s
vede nei garden e nei vivai il principale
canale di distribuzione del proprio catalogo,
l’azienda dispone inoltre di rapporti consolidati
con la grande distribuzione organizzata,
con gruppi come Coop, Auchan, Iper e Mercatone
Uno, anche se per l’anno in corso ritiene
che la crisi si stia facendo sentire in questi
ambiti. La sua opinione è che “sia necessario
un maggiore livello di specializzazione nel settore
del giardinaggio.
Per il momento, in Italia, il rivenditore non è
preparato, a differenza del consumatore che è
sempre in attesa di novità”.
::: Tra orti domestici
e giardinieri
Per quanto riguarda i diversi canali di distribuzione,
quindi, fatta salva la Gdo, che di fatto
commercializza prodotti entry-level, le altre
modalità, in generale, riservano soddisfazioni
al segmento degli utensili, anche se con
qualche zona d’ombra, come ci ha detto Lorena
Piazza, amministratore di Handy, brand
di Officine Piazza: “La grande distribuzione
specializzata in questo momento ha un trend
positivo, ma devo dire che i garden non sono
da meno, diverso è per la Ferramenta che da
tempo ha spostato il suo interesse su altri prodotti.
Importante è anche la sensibilizzazione
degli utenti che ora sono più attenti ai problemi
legati alla natura/ecologia e chilometro zero.
Questo fattore sta facendo nascere nuovi
utilizzatori e una rinnovata passione per orto,
giardino e balcone”.
Del medesimo avviso, per quanto riguarda i
nuovi utilizzatori, anche Dario Bavicchi di: “La
crescita è soprattutto nelle strutture di sostegno,
tutori per piante e reti o strumenti di protezione.
Con ogni probabilità le strutture di
sostegno e per la protezione sono dedicate alla
coltivazione di orti domestici. Emerge una
clientela diversa rispetto al passato, con minore cultura agricola, quindi un approccio
più orientato all’acquisto di strutture finite
che al fai-da-te, ma grande attenzione al
benessere delle proprie piante”.
A differenza dell’auspicio espresso in maniera
piuttosto unanime per un’elevazione del livello
di professionalità nel giardinaggio, soprattutto
nell’ambito degli utensili notiamo molti
elementi che remano in direzione contraria.
Senza dubbio la presenza di prodotti con prezzi
molto contenuti, come già evidenziato, comporta
confusione, con informazioni poco chiare
e minori possibilità di differenziazione per
la clientela. Oltre a questo, per effetto della crisi
nel settore dell’edilizia, molti muratori s’improvvisano
giardinieri, offrendo servizi a basso
costo con scarse o nulle conoscenze. Questo
elemento sul servizio confonde ulteriormente
il cliente finale: la crescita della vegetazione
si verifica in tempi medio-lunghi, quindi
in caso di errore i giardinieri improvvisati
tendono a discolparsi per le carenze dei servizi
prestati: ho lavorato sei/otto mesi fa, quindi
non sono responsabile di questo problema.
Diffondendo l’errata convinzione che la vegetazione
risponda in tempi brevi, invece che
con quelli naturali. Infine, non meno influente,
la crisi economica, che ha spinto molte
aziende della distribuzione a operare con prodotti
di prezzo, oltre a vedere sorgere operatori
improvvisati. Ovviamente in entrambi i casi
è molto difficile, se non impossibile, offrire
servizi di qualità per i prodotti commercializzati.
Questa tipologia di operatore, di fatto,
confida sulla bassa diffusione delle conoscenze
nel settore del giardinaggio, cercando di fare
leva sulla clientela più sprovveduta con informazioni
poco chiare.
::: IN BREVE
■ Tenuta del segmento
■ Spinta dovuta anche dal ritorno
alle coltivazioni tradizionali
■ Basso impatto concorrenziale dei prodotti
orientali
■ Poche le aziende che importano
e commercializzano prodotti provenienti
dall’Oriente
■ Il consumatore cerca prodotti comodi
■ Le tematiche di eco-sostenibilità
avvicinano i consumatori al giardinaggio
■ I prodotti economici sono quelli
con maggiori livelli di crescita
■ Il canale tradizionale e specializzato
è quello privilegiato
|
|