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::: Quando il CARTELLO fa bene al BUSINESS TENDENZE VISUAL di Stefania Medetti
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Oltre alla maggiore
semplicità d’uso,
la segnaletica digitale
si può usare per
comunicare prodotti,
servizi e offerte speciali.
A differenza
di una normale insegna,
può essere cambiata
in qualsiasi momento.
Ma soprattutto,
non conosce limiti ...
Digital signage: il nome è complicato.
Il funzionamento delle
insegne elettroniche un po’
meno, perché è tremendamente
simile a quello di una
normale tv. Con la differenza,
però, che la programmazione non la stabilisce
qualcun altro e i vantaggi sono riportati in un
elenco che si allunga di giorno in giorno. Una
buona segnaletica digitale, infatti, rende.
Perché fornisce molte informazioni nel posto
giusto, nel momento giusto e, soprattutto, in
un modo che attira l’attenzione di chi frequenta
il punto vendita. Complice la velocità delle
comunicazioni contemporanee, i cartelli
tradizionali qualche limite iniziano a dimostrare
di averlo: quello che andava bene un
tempo può risultare
statico e arretrato.
I cartelli stampati, infatti, sono sempre uguali
a se stessi nel corso di una visita o di visite successive
dello stesso cliente. Il fatto che non cambino
- alla fine - li rende quasi invisibili all’occhio
che si è abituato alla loro presenza. Quando
li si vuole cambiare, la loro sostituzione richiede
tempo e, senz’altro, lavoro. Per non parlare
della diversa quantità di informazioni che
i due tipi di segnaletica forniscono: nel caso
dei cartelli tradizionali, il limite fisico è lo spazio
e non si possono sovraccaricare di informazioni.
Diversamente, le insegne elettroniche
sono bacheche senza limiti né di spazio né di
contenuto, perché possono accogliere parole,
immagini, video e audio. Ecco perché, dunque,
sempre più commercianti approfittano delle
opportunità offerte dall’elettronica. Ma come
utilizzare la tecnologia per fare sì che, oltre che
economica, sia anche efficace?
::: LA TECNOLOGIA NON È UN NEMICO
Alcuni rivenditori si sono mossi con entusiasmo,
soprattutto nei mercati d’oltre oceano.
C’è chi ha installato più pannelli in cui mostrare
video che forniscono suggerimenti per
la manutenzione e la cura del giardino, ma
anche per veicolare messaggi pubblicitari sul
punto vendita. L’obiettivo su grandi aree è
quello di incrementare il numero di schermi
installati per presidiare ogni settore. Il problema
principale, in questo caso, è capire come
sviluppare contenuti sempre nuovi, in modo
tale che i monitor trasmettano informazioni
diverse, fresche e stimolanti. La soluzione, per
chi preferisce evitare il fai da te, è chiedere consiglio
a un piccolo studio di pubblicità che sarà
sicuramente in grado di fornire il supporto tecnico
e strategico necessario. Un’alternativa per
chi ha già le idee chiare sul contenuto, è rivolgersi
direttamente agli studenti di corsi universitari,
come il design o la comunicazione,
che saranno ben contenti di mettere alla prova
la propria preparazione e di iniziare a monetizzare
le proprie competenze. In questo caso,
un comodo riferimento è l’ufficio stage dell’università.
Quanto alla gestione del contenuto,
si può fare ricorso a software che, in modalità
wireless, comandano i vari monitor. Gli
schermi più nuovi delle principali case produttrici,
infatti, si collegano direttamente alla rete.
Per chi ha in mente solo video e foto, vale
la pena di ricordare che anche l’audio è una variabile
da non trascurare. Soprattutto se si ha
l’ambizione di essere ricordati come il punto
vendita in cui trovare tutte le informazioni che
servono.
::: IL FUTURO È GIÀ QUI
L’ultima novità si chiama “Audience.tag”: «È un dispositivo molto
coinvolgente, uno schermo 6x4 cm che si indossa come una badge per
il nome e che trasmette video di altissima qualità, grazie allo schermo Oled.
Visibile da circa un metro e mezzo di distanza, ha otto ore di autonomia
con una carica», spiega Morgan Henderson, marketing manager della
canadese Capital Networks (http://tag.capitalnetworks.com/).
In vendita a 250 dollari, il video si aggiorna tramite un software installato
sul computer dell’azienda. Invece, per garantire la miglior programmazione in relazione al pubblico
sui grandi display ci pensa la “pattern recognition”, una tecnologia che, attraverso la telecamera,
“riconosce” chi guarda lo schermo: se è un uomo, se è una donna e a che fascia di età appartiene,
tutti dati utili per fornire contenuto coerente con i potenziali interessi dello spettatore.
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::: VANTAGGI
■ Non ha limiti di spazio
■ Non ha limiti di contenuto
■ Consente un utilizzo di lungo periodo
■ Bacheca interattiva per presentazione
prodotti
■ Trasforma l’attesa in un momento
di informazione/formazione
■ Strumento di comunicazione
per pubblico giovane
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::: EFFICACIA: MISURARE I RISULTATI
Per ogni monitor si può calcolare una spesa di
poche centinaia di euro. Non si deve, però, pensare
di monetizzare subito l’acquisto. Scegliere
il digital signage significa investire in una
politica di lungo periodo. La buona notizia
è che le sue possibilità di utilizzo sono pressoché
infinite. Gli schermi possono essere utilizzati
per mostrare alcuni servizi del centro.
Come, per esempio, il supporto nella creazione
di grandi giardini. Il monitor può riprodurre
le foto scattate prima dell’inizio dei lavori, il progetto e il risultato finale. Soprattutto, in
questo caso, il video “funziona” come un venditore
che a determinati intervalli mostra ai
clienti delle opportunità di cui non erano a conoscenza.
Volendo, lo schermo può diventare
una bacheca interattiva in cui presentare i prodotti,
annunciare offerte ed eventi.
La buona notizia è che i programmi per costruire
presentazioni digitali sono ormai particolarmente
economici, semplici da usare e
permettono con pochissima pratica di ottenere
risultati professionali. Quanto al ritorno sull’investimento,
un modo per misurare l’efficacia
delle insegne elettroniche consiste nel
monitoraggio delle vendite incrementali dei
prodotti presentati sul video.
::: RICERCHE: UNICA, INTERESSANTE E COINVOLGENTE
Piace perché intrattiene, intrattiene perché informa, informa
perché è la voce diretta del punto vendita che si racconta.
La ricerca condotta da SeeSaw Networks intitolata “Affissione digitale
consapevolezza e attitudine” è il primo studio che confronta il digital
signage con altri mezzi. Fra le principali evidenze, emerge come il 62%
degli adulti ricordi di avere visto affissioni digitali (il dato sale al 75%
nella fascia 18-34 anni), per il 53% degli intervistati, l’affissione digitale
è più interessante degli altri mezzi. Infatti, il digital signage “batte”
la tv 53% a 51% e poi stampa con 51%, affissione con 37%, internet a
34%, radio e quotidiani a 33 per cento. Il 48% degli intervistati, inoltre,
la trova una piacevole forma di intrattenimento, un punteggio secondo
solo alla capacità di intrattenimento della televisione che totalizza 56%,
ma superiore a stampa periodica (39%), radio (35%), affissione (32%),
internet (31%) e quotidiani (21%). Gli intervistati, non solo danno merito
all’affissione digitale di essere unica (per il 58%), interessante (53%),
coinvolgente (48%), ma le riconoscono anche la capacità di annoiare
meno rispetto agli altri media. Sarà per queste ragioni che, secondo l’analisi di Miller Zell intitolata
“Come catturare l’attenzione di chi visita il punto vendita”, l’affissione digitale risulta più efficace
nell’invitare all’acquisto, rispetto a qualsiasi forma di comunicazione che avviene all’esterno
della superficie del negozio. Dall’indagine, che ha preso in considerazione i comportamenti di oltre
mille consumatori, risulta che attraverso tutte le fasce d’età, reddito, sesso e canale di vendita,
l’advertising sul punto vendita si dimostra particolarmente capace nel far conosce i prodotti e i relativi
benefici. A questo proposito, InfoTrend informa che le insegne digitali arrivano ad aumentare il traffico
sul punto vendita del 32,8%; incrementano l’ammontare dello scontrino medio 29,5% con un impatto
sui volumi del 31,8%. In particolare, presso i clienti più affezionati è in grado di generare un incremento
degli acquisti pari al 32,8%, analogo al dato relativo al numero di persone che frequenta il punto
vendita. I consumatori, inoltre, si dicono particolarmente interessati alle comunicazioni dedicate
ai prodotti in vendita nel centro, in particolare apprezzano se le comunicazioni arrivano proprio
dal punto vendita in cui amano fare shopping. Le informazioni che preferiscono ricevere riguardano
svendite e promozioni (81% delle preferenze); informazioni sui prodotti (72%); eventi speciali (68%).
Potendo scegliere, il 42% dei rispondenti sostiene di preferire punti vendita dotati di digital signage.
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::: ATTESA PIÙ CORTA, CLIENTE PIÙ INFORMATO
Gli schermi sono particolarmente versatili. Se
posizionati davanti alle casse, possono diventare un mezzo per ingannare l’attesa di chi fa
la fila. Oppure, possono trasformare un’area
“fredda”, ovvero dove c’è meno passaggio,
in una “calda” o in un punto di ritrovo. Nelle
grandi superfici di vendita, di solito, manca
un luogo dove darsi appuntamento, aspettarsi
o ritrovarsi se ci si perde di vista. La presenza
di un video non solo segnalerebbe
l’area, ma potrebbe
anche rendere l’attesa più gradevole.
Senza considerare che,
una programmazione ad hoc,
potrebbe facilmente trasformare
l’attesa in un momento di
informazione, per conoscere
meglio il punto vendita, i suoi
prodotti e i suoi servizi. Ma
non finisce qui. Come spesso
accade, specie durante il
weekend, tutto lo staff è impegnato
con i clienti e che i nuovi
potenziali acquirenti devono
attendere per parlare con un
addetto. Il digital signage colma
il vuoto con quello che tecnicamente si
chiama “preselling”, mostrando cioè i prodotti
in vendita, permettendo ai potenziali
acquirenti di conoscere l’intero allestimento,
senza dover contare su un passaggio (spesso casuale)
lungo una corsia.
C’è di più, perché in una realtà progressivamente
digitalizzata riuscire a mantenere all’interno
del punto vendita il tono di voce della
realtà quotidiana di chi lo frequenta è un modo
per aprire un nuovo canale di comunicazione
con i clienti più giovani ai quali, volendo,
potrà essere offerto un hot spot wi-fi per navigare
in rete dai propri device.
::: IN SINTESI
Che cos’è il digital signage? È una forma di pubblicità elettronica che veicola messaggi con l’obiettivo
di arrivare al consumatore nel momento in cui è più disponibile all’acquisto e, cioè, sul punto vendita.
Lo sviluppo del digital signage coincide con la diffusione degli schermi - Lcd, Led, plasma -.
Attualmente, il Paese che ha più schermi è la Cina, non a caso è la patria di Focus Media Holding,
la più grande aziende concessionaria che gestisce 120mila schermi in tutto il paese. Complice
la tecnologia, è possibile avere schermi in tutte
le forme e le dimensioni: da scaffale, da carrello
e da indossare. Una fra le aziende che hanno
sperimentato le potenzialità dei cartelli digitali
è la norvegese Mills: gli schermi lcd nei punti
vendita hanno portato a un incremento di vendite
della crema da spalmare Kaviar del 43%, l’alternativa
non digitale, invece, si è fermata al 14%.
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