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MERCATI

PIANTE FIORI MADE IN ITALY ::: Quando il CARTELLO fa bene al BUSINESS
    GREEN UP agri a cura di Filippo Terragni
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Nonostante un forte incremento delle importazioni di piante e fiori, i consumatori italiani sembrano preferire il Made in Italy. Intanto, gli imprenditori lamentano la mancanza della proroga sull’agevolazione sul gasolio. E i costi aumentano ...


Le importazioni di fiori e piante in Italia sono cresciute in valore del 18% per un importo complessivo di 560 milioni di euro, mai raggiunto in passato.
È quanto emerso dall’analisi Coldiretti sull’aggiornamento dei dati Istat relativi al 2010 che evidenziano una vera e propria invasione di rose straniere recise che fanno registrare un aumento del 21% per un valore record di 68 milioni di euro, ma anche di piante da fiore per appartamento che, con un balzo del 27 per cento, raggiungono i 71 milioni di euro. Per le rose si tratta di fiori che arrivano in Italia soprattutto attraverso triangolazioni dall’Africa che fanno tappa in Olanda. L’aumento della domanda di fiori e piante Made in Italy all’estero dell’11 per cento per un importo di 656 milioni di euro ha però consentito di mantenere positiva la bilancia commerciale. A spingere l’aumento record delle importazioni è stato sicuramente la mancata proroga dell’agevolazione sul gasolio destinato al riscaldamento delle serre che – sottolinea Coldiretti – rappresenta un insostenibile aumento dei costi in un settore che deve subire un forte pressing competitivo da paesi extracomunitari, favoriti da un clima più caldo, dove spesso si sfrutta la manodopera e si utilizzano pratiche di coltivazione dannose per la salute e l’ambiente bandite dall’Ue. Una situazione aggravata dalla mancanza di trasparenza sull’origine dei fiori in vendita che consente di “spacciare” come Made in Italy quelli importati che rappresentano fino al 60% dell'offerta nazionale e spesso arrivano in Italia dopo un lungo viaggio che ha inizio nelle grandi aziende gestite da multinazionali dove sono denunciati trattamenti brutali contro i lavoratori.
Sono così a rischio le produzioni florovivaistiche che hanno reso famosa l’Italia nel mondo, tanto che molte aziende hanno già dovuto riconvertire le proprie produzioni, orientandosi verso coltivazioni con un minore fabbisogno termico, non essendo in grado di reggere gli aumenti dei costi di produzione determinati da gasolio e concimi. “A tutto questo si aggiunge il costo della burocrazia – ha denunciato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che – molte cose sono state fatte per la semplificazione e il contenimento dei costi, a partire dall’introduzione dei voucher o buoni lavoro e dalla stabilizzazione delle agevolazioni contributive per le aree montane e svantaggiate, prevista dalla legge ‘Stabilità 2011’, fortemente voluta da Coldiretti come pure le norme per agevolare la vendita diretta”.

 

::: ALCUNI NUMERI

18% la crescita delle importazioni di fiori e piante;
560 milioni di eruo il valore delle importazioni;
85% è la quota di consumatori italiani che preferisce il prodotto nostrano;
67% la quota di italiani che ritiene di avere il pollice verde



 

::: IN SINTESI

■ Invasione di rose straniere;
■ Forte incremento dell’importazione di piante per appartamento;
■ Aumento della domanda dall’estero di piante e fiori italiani;
■ Non confermata la proroga sull’agevolazione sul gasolio;
■ A rischio diverse aziende di riferimento del florovivaismo italiano;
■ Riconoscimento della superiorità qualitativa del prodotto italiano;
■ Gli uomini dedicano in media 15 minuti al giorno alla cura del giardino e degli animali, le donne 14



PIANTE FIORI MADE IN ITALY::: DARE UN VALORE
Un marchio di garanzia creato dai floricoltori italiani attrae ben l’85% dei consumatori che attribuiscono alla produzione nazionale le caratteristiche di freschezza, durata, buon rapporto qualità/prezzo e rispetto dell’ambiente in misura nettamente superiore al prodotto importato. È quanto è emerso dall’indagine Coldiretti/Swg presentata a Euroflora in occasione dell’incontro “Una filiera florovivaistica tutta italiana”. La superiorità del prodotto italiano si manifesta in tutte le principali occasioni di acquisto, come il regalo di un mazzo di fiori, l’allestimento di un addobbo floreale per un matrimonio, l’acquisto di una pianta in vaso per la casa. Una grande potenzialità si evidenzia vendita di fiori, piante, bulbi e sementi attraverso i mercati degli agricoltori che è approvata dall’84 per cento degli italiani anche perché garantisce l’origine nazionale dei prodotti acquistati. “Non ci possiamo permettere di far diventare le piante e i fiori italiani una commodity – ha affermato ancora Marini nel sottolineare che - l’Italia è conosciuta in tutto il mondo come il Paese dei fiori, degli architetti del verde, dei grandi giardinieri”.
Sono queste leve competitive che devono essere contenute in un marchio del vero Made in Italy del florovivaismo. “Se siamo riusciti a riempire di valore un bicchiere di vino che si consuma all’istante non si capisce perché – conclude Marini – non si possa fare per i fiori e le piante che arrivano a durare una intera vita e anche di più’”.

 

::: LE CATEGORIE

Gli italiani e i fiori:
20% Gli appassionati (li acquistano due volte al mese);
29% Gli acquirenti medi (li acquistano una volta al mese);
44% Gli acquirenti occasionali (li acquistano meno di una volta al mese);
7% I disinteressati (non li acquistano mai)



PIANTE FIORI MADE IN ITALY::: POLLICE VERDE PER 2 ITALIANI SU 3
Due italiani su tre (67%) ritengono di avere il pollice verde. La propensione positiva degli italiani nei confronti dei fiori è confermata dal fatto che - sostiene Coldiretti - ben il 91% sostiene che la loro presenza in casa dia piacere, mentre l’85% pensa che ricevere o donare un fiore sia il regalo più bello. Proprio per questo, il 63% degli italiani dichiara di avere tempo per prendersi cura delle piante e ben il 56% ha acquistato nell’ultimo anno bulbi e sementi per cimentarsi in giardino o in terrazzo.
Secondo l’indagine dell’Ocse dell’aprile 2011 sul lavoro non retribuito, gli uomini dedicano in media 15 minuti al giorno al giardinaggio e alla cura degli animali, un minuto in più delle donne, che si fermano a 14 minuti.
Si tratta di un valore medio che comprende anche quelli che non svolgono questa attività. C’è però chi non si accontenta di curare i fiori e le piante acquistate, ma dedica personalmente parte del tempo libero al giardinaggio e alla cura dell'orto. Secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat si tratta di un hobby che coinvolge il 37% degli italiani, allo stesso modo maschi e femmine, e che piace ai giovani, considerato che è praticato da più di uno su quattro tra quelli con età compresa tra i 25 e i 34 anni, anche se l'interesse aumenta con l'età e raggiunge quasi la metà degli over 65. Un’opportunità non solo per chi dispone di ampi spazi all'aria aperta, ma anche di semplici terrazzi. Coltivare un orto o prendersi cura di fiori e piante nei terrazzi o in giardino fa bene alla salute e allunga la vita soprattutto nelle persone di mezza età che possono cosi svolgere l'attività fisica necessaria per mantenersi in forma.

::: ANCORA MOLTO DA FARE
Sulla base dello studio dell'Università di Uppsala in Svezia durato 35 anni e ora pubblicato sul British Medical Journal chi fa giardinaggio o un attività sportiva di modesta intensità guadagna circa un anno di vita rispetto chi rimane inattivo, ma chi raggiunge livelli di attività più intensa può guadagnare oltre due anni anche se l'impegno deve durare almeno dieci anni prima di vedere un effetto statisticamente significativo. Dall’indagine Coldiretti/ Swg emergono peraltro dati interessanti sul grado di soddisfazione espresso rispetto al verde pubblico del proprio comune. Se il 57% degli intervistati si dichiara soddisfatto della quantità di verde urbano presente nel proprio comune, il 50% esprime un giudizio positivo per la manutenzione del verde, mentre solo il 49% si dichiara soddisfatto per l’estetica, a dimostrazione di quanto ci sia ancora da fare in questo ambito per rendere le nostre città più belle e vivibili.


 

MERCATI ...

  

[febbraio 2012] Timide speranze. PIANTE E FIORI di P. Lauricella

[febbraio 2012] Specializzati nelle TAGLIE PICCOLE. PIANTE E FIORI di F. Terragni

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[dicembre 2011] Responsabilità sociale: un valore per le aziende
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[maggio 2011] Piace il PRODOTTO ITALIANO. GREEN UP agri di F. Terragni



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