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::: L’hobby cresce del 25 per cento CONSORZI AGRARI di Mauro Milani
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Con 8 milioni di euro, circa il
10% del fatturato totale, sviluppati
con il consumatore privato e una
crescita in doppia cifra rispetto
all’anno precedente, il Cap Nord-
Ovest, pur confermando la propria
matrice agricola e florovivaistica, è
sempre più un punto di riferimento
per la vendita al dettaglio in
Piemonte e Liguria.
Proseguiamo anche su questo numero di
GreenUp il nostro viaggio nei Consorzi
Agrari, in quanto canale distributivo sempre
più rilevante per i prodotti per il giardino e
per l’hobby. Siamo andati a conoscere il
Consorzio Agrario delle Province del Nord-
Ovest (Cap Nord-Ovest), sicuramente una
delle realtà più importanti oggi nello scenario
dei Consorzi Agrari, nata dall’aggregazione
del Consorzio Agrario Provinciale di
Cuneo, punto di riferimento centrale del
progetto, con il Consorzio di Asti nell’agosto
del 2000 e con i Consorzi di Imperia,
Genova, La Spezia e Savona nel luglio 2001.
Le aree rappresentate, in Piemonte e in
Liguria, sono di grande importanza sia da
un punto di vista agricolo ma anche,
soprattutto in Liguria, florovivaistico.
Come abbiamo detto, il punto di riferimento
dell’aggregazione di questi Consorzi è
stato il Cap di Cuneo, uno dei più giovani
Consorzi Agrari nati in Italia. Fu infatti
costituito il 21 luglio 1936 da 64 agricoltori
che sottoscrissero 509 azioni da 100 lire
cadauna, per un capitale iniziale di 50.900
lire. Oggi il Cap Nord-Ovest con 56 punti
vendita sul territorio ha sviluppato nel
2007 un fatturato di 80 milioni di euro, dei
quali il 10% con la vendita in contanti, cioè
al pubblico dei privati e quindi degli hobbisti,
consumatori di prodotti per la cura del
verde in casa e in giardino. Di questa importante
realtà abbiamo parlato con Sandro
Montevecchi, direttore generale del Cap
Nord-Ovest.
“Il nostro Consorzio - spiega Sandro
Montevecchi - essendo in zone di forte vocazione
agricola, con la particolare specializzazione
nel florovivaismo in Liguria, non si è
mai orientato in maniera decisa verso i mercati
dell’hobbistica e del consumatore privato,
come invece ha fatto molto bene Bolzano.
Tuttavia è indubbio che i nostri punti di vendita siano un punto di riferimento anche per
gli abitanti delle nostre zone che amano dedicarsi
al giardino e all’orto”.
::: Aumentano i metri quadrati
D In effetti un fatturato di 8 milioni di euro
sviluppato con i consumatori privati è tutt’altro
che sottovalutabile. È frutto di un trend in crescita?
Com’è andata quest’anno?
R “Il nostro Consorzio è globalmente in
crescita, ma certamente il fatturato in contanti,
accreditabile ai consumatori privati lo è
particolarmente. In generale nei primi nove
mesi dell’anno abbiamo avuto un incremento
del 29% rispetto agli stessi mesi dell’anno
scorso. Una crescita importante dovuta
però anche agli aumenti dei prezzi che
hanno caratterizzato i primi sei mesi del
2008. Per quanto riguarda invece le vendite
in contanti, che possiamo invece considerare
a prezzi costanti, l’incremento è stato del 25
per cento. In termini reali, quindi, il 25% di
crescita fatto registrare dalle vendite ai privati
ha un significato di maggior peso rispetto
al 29% di crescita del fatturato generale.
Tant’è che se andiamo a vedere l’ultimo mese
disponibile, cioè settembre, troviamo un
incremento del fatturato delle vendite in
contanti pari all’11%, a fronte di una crescita
globale del 7 per cento”.
D Con questi numeri assoluti e con queste
percentuali di crescita non crede che il mercato
del consumatore privato meriti una certa
attenzione?
R “Certamente sì. Tanto è vero che le
ristrutturazioni più recenti delle nostre agenzie,
contrariamente a quanto accadeva in passato,
hanno privilegiato la metratura e l’allestimento
del punto vendita rispetto al
magazzino”.
D Di quali ordini di metrature stiamo parlando?
R “Diciamo che i nostri punti vendita possono
andare da metrature molto piccole,
come i 40 metri quadrati di Sanremo, fino ai
nuovi centri ristrutturati, per esempio Brà,
Mondovì, Dogliani e Asti Città, quest’ultimo
lo inaugureremo in novembre, che hanno
metrature dedicate al punto vendita sempre
intorno ai 250 metri quadrati. Naturalmente
sto parlando delle aree destinate alla vendita
al dettaglio, cioè il 5-10% della metratura
totale delle nostre agenzie”.
D Come sono impostati i vostri punti vendita,
soprattutto quelli con un più marcato orientamento
verso il consumatore privato?
R “Quelli con una metratura più importante
sono allestiti a scaffali con esposizione
della merce. Un impianto, direi, classico
rispetto a un’impostazione a libero servizio.
Sul fronte operativo però noi facciamo a
tutti gli effetti una vendita assistita, perché la
nostra forza è indubbiamente la capacità di
consigliare e guidare l’acquisto dei nostri
clienti meno esperti. È una caratteristica che
ci viene riconosciuta e a cui noi teniamo
molto, anche perché è frutto di decenni di
esperienza e di lavoro”.
D Quindi si tratta di un libero servizio… Ma
non troppo?
R “Diciamo che ogni nostro cliente ha la
possibilità di servirsi direttamente senza
interpellare uno dei nostri operatori. Tuttavia
questa situazione accade davvero molto raramente,
perché chi viene da noi sa di trovare
personale altamente qualificato e disponibile
e quindi, giustamente, ne approfitta”.
::: Un terriccio competitivo
D Pensate a uno sviluppo del business verso il
consumatore privato nei prossimi anni?
R “Sicuramente, anche se siamo coscienti
che ogni punto vendita e ogni area geografica
ha caratteristiche peculiari che devono essere
prese in considerazione. La nostra missione
nel mondo agricolo e florovivaistico è e
rimarrà sempre la più importante e, di conseguenza, assorbirà la massima parte delle
nostre attenzioni. Per quanto riguarda nello
specifico lo sviluppo verso il consumatore
privato ci sarà ma sarà analizzato per ogni singolo
punto vendita. Siamo coscienti che per
lavorare bene con questo target non serve
solo una buona ristrutturazione delle aree di
vendita, ma occorre anche la migliore predisposizione
al contatto con il privato da
parte di chi gestisce l’attività. Comunque,
che il pubblico despecializzato sia nei nostri
piani di sviluppo è per esempio certificato
dalla decisione di occupare i momenti morti
del nostro stabilimento di concimi per la produzione
di terriccio universale, tipico prodotto
rivolto ai consumatori privati”.
D Quello dei terricci è un mercato dove la
competizione è ad altissimi livelli e dove i
supermercati e gli ipermercati, in stagione,
fanno politiche molto aggressive soprattutto per
quanto riguarda i prezzi. Come vi ponete in un
ambito così battagliato?
R “Abbiamo già fatto tutte le necessarie analisi
sia sulla qualità del nostro prodotto, che
sulle possibilità di inserirsi commercialmente
in questo specifico mercato. Il risultato è che
il nostro terriccio risulta essere molto competitivo
sotto tutti i punti di vista. Siamo
certi che sarà un prodotto apprezzato dai
nostri clienti e dal mercato in generale”.
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