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::: A tu per tu con Amedeo Vinciguerra di Mauro Milani
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Ha iniziato a occuparsi di
grande distribuzione
specializzata nel bricolage
quando ancora non esisteva: 25
anni fa era tra i protagonisti
dell’apertura del primo
BricoCenter a Venaria Reale,
alle porte di Torino.
L’ex direttore commerciale
di BricoCenter ci ha concesso
la prima intervista della
“nuova era”.
Ha iniziato ad occuparsi di grande distribuzione
specializzata nel bricolage quando
ancora non esisteva: 25 anni fa era tra i protagonisti
dell’apertura del primo BricoCenter
a Venaria Reale, alle porte di Torino. Si tratta
di Amedeo Vinciguerra che, dopo una lunga
e importante storia professionale nel bricolage
italiano ora si ritira a vita privata… Per
quanto tempo non lo sappiamo, ma siamo
convinti che tra non molto lo ritroveremo,
chissà in quale veste e chissà con quali obiettivi,
a combattere per quel mercato italiano
del bricolage che cresce sempre ma non
“matura” mai.
La casualità curiosa dell’abbandono di
Amedeo Vinciguerra della propria poltrona di direttore commerciale di BricoCenter è
che è avvenuta negli stessi giorni in cui il
Gruppo Adeo (di cui BricoCenter fa parte
insieme a Leroy Merlin e, da poco,
Bricoman) annunciava l’acquisizione di
Castorama Italia.
La nostra lunga frequentazione (chi sta scrivendo
c’era all’inaugurazione del
BricoCenter di Venaria) mi ha concesso di
poter avere questa prima intervista della
“nuova era” di Amedeo Vinciguerra e l’occasione
era tropo ghiotta per non chiedergli
un’opinione proprio su questa importante
acquisizione.
“Credo sia un evento che lascerà il segno -
spiega Vinciguerra -. Oggi il Gruppo Adeo,
con tutte le sue insegne rappresenta più
del 10% del mercato italiano del bricolage e
più del 50% se ci limitiamo al giro d’affari
sviluppato dalla grande distribuzione specializzata
del settore. È una quota di mercato
molto importante, che probabilmente
susciterà qualche lecita preoccupazione in
molte aziende del settore. I fornitori di
Castorama che hanno lavorato bene e che
hanno sviluppato politiche commerciali di
ampio respiro potranno probabilmente
entrare nel pacchetto dei fornitori del
Gruppo, per gli altri si possono prevedere
problemi seri.”
D. Per quanto riguarda invece le altre insegne
della grande distribuzione? Come si profila la
competizione?
R. “Forse non si profila proprio, credo che
allo stato delle cose l’unica insegna che possa
in qualche modo competere con la corazzata
Adeo sia Obi e questo non so se sia un fatto
positivo. Certamente i manager di Leroy
Merlin e BricoCenter, con l’acquisizione di Castorama potranno lavorare con maggiore serenità, il che potrebbe
essere un bene, però bisognerà stare attenti a non perdere gli stimoli
derivanti dalla sana e agguerrita concorrenza che, a questo punto,
è molto ridimensionata rispetto a solo pochi mesi fa”.
D. Non crede che le insegne italiane della grande distribuzione del bricolage
possano avere un ruolo in questo quadro concorrenziale?
R. “Credo che non sarà facile per le piccole e medie insegne dare
battaglia a un grande Gruppo come Adeo. Esiste un unico modo,
cioè quello di riuscire a trovare i giusti accordi per creare accorpamenti
e unioni forti. Le medie catene italiane possono competere con un
grande gruppo come Adeo solo se si consorziano o comunque se in
qualche modo si uniscono, altrimenti è difficile poter essere competitivi”.
D. Il problema è legato al potere contrattuale che si può esercitare quando
ci si mette al tavolo con l’industria?
R. “Questo è un fattore non da poco, anche se non è l’unico. Quando
BricoCenter si è unito a Leroy Merlin c’erano 5/6 punti di differenza
a favore dei listini di BricoCenter. Oggi non credo che tra Castorama
e le insegne di Adeo ci sia la stessa differenza. Le vere differenze esistono
tra le grandi insegne, il Gruppo Adeo ma anche Obi, e le medie
catene. Se queste ultime vogliono ridurre questo gap non possono fare
altro che trovare le giuste modalità per unirsi e aumentare così il loro
potere contrattuale”.
::: “L’unione fa la forza”
Tutte considerazioni su cui sarà importante riflettere non solo se si è
operatori del bricolage, perché gli stessi fenomeni stanno cominciando
ad accadere anche nel mondo del giardinaggio. Il motto “l’unione
fa la forza” non è un luogo comune, è una realtà che si deve prendere
in considerazione se si vogliono accettare le sfide del futuro, anche del
più immediato.
“Quello che in primo luogo occorre - conclude Amedeo Vinciguerra
- è un cambio di mentalità. Serve progettualità e naturalmente serietà
e onestà intellettuale da parte di chi vuole percorrere la strada dell’unione.
Non si può procedere all’italiana e dopo cinque minuti dal
raggiunto accordo, pensare a come fare profitto a scapito del partner.
L’esperienza che ho avuto l’occasione di fare quando c’è stata l’unione
tra BricoCenter e Leroy Merlin è stata straordinaria. Leroy Merlin in
Francia è l’università del commercio del bricolage. Noi italiani
abbiamo imparato molto da questo confronto. In Francia si lavora su
un progetto coerente e preciso, la ripartizione del potere all’interno
dell’azienda è chiara: ognuno ha un suo compito e il regime di uguaglianza
che esiste tra una commessa e il direttore generale è straordinario.
L’umiltà con cui vengono approcciati i problemi da Leroy
Merlin Francia non l’ho mai vista, in tutta la mia carriera, da nessun’altra
parte. Loro non si limitano a dire che il cliente è al centro del
mercato, lo pongono per davvero al centro e agiscono sempre di conseguenza”.
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