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::: Il garden cresce di 2,7 milioni Uberto Marni
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Il consumatore acquista il prodotto
maggiormente raffinato, purché
specifico per le proprie necessità.
E anche nel 2007 hanno tenuto
banco i terricci di qualità. Per un
giro d’affari complessivo di oltre
70 milioni di euro.
Ancora buono l’incremento delle vendite dei
terricci: il tasso di crescita del segmento si
attesta sul +7,35%, crescita di sicuro interesse.
I target, anche nel caso dei terricci,
come per tante altre tipologie di prodotti
garden, sono differenziati: da un lato utenti
privati, hobbisti e piccoli coltivatori diretti,
dall’altro utenza professionale. Il primo elemento
di distinzione è, ovviamente, nel packaging
del prodotto: se per gli operatori professionali
disporre di numerose confezioni
da 20 chili è scomodo e antieconomico, per
la piccola utenza privata, soprattutto per
quanto riguarda le grandi città, le classiche
confezioni da 80 chili destinate all’operatore
professionale, sono, ovviamente, poco attraenti.
Gli acquisti professionali mostrano dinamiche
meno veloci ma più costanti; mentre le
vendite per il giardinaggio privato e l’hobbistica
conoscono tassi di crescita più importanti,
ma anche una notevole capacità di
selezione, che denotano l’acquisizione di
livelli di conoscenza di tutto rispetto.
::: Avanza la qualità
Marco Petranca, direttore commerciale di
Vigorplant Italia, ci offre una sintesi delle
forze che spingono le vendite in quest’ambito:
“Se da un lato anche il nostro settore
risente della crisi dell’economia nazionale e
internazionale dall’altro lato sono ancora preponderanti
quei mutamenti sociali che da
almeno 10 anni alimentano l’interesse del
consumatore nei confronti del verde. Uno dei
più importanti è dato dal fatto che “la cura
delle piante nutre gli uomini”. La natura rappresenta
infatti un rimedio contro gli stress a
cui siamo sottoposti quotidianamente sul
lavoro e sulle strade. Tutti noi ci rigeneriamo
in corpo e spirito prendendoci cura di una
pianta o dei fiori nel giardino, sdraiandoci su
un prato o semplicemente occupandoci dei
frutti della terra.
Per questi motivi è in crescita l’interesse del
consumatore nei confronti del verde.
Interesse che comunque oggi non prescinde,
come può essere accaduto in passato,
dalla qualità dei prodotti rispetto al prezzo,
dal servizio, dal soddisfacimento dei propri
bisogni, eccetera”.
Le tipologie di terriccio che “tengono”,
anche in questa fase economica piuttosto
difficile, sono prevalentemente quelle professionali,
o comunque di alta fascia: ancora
una volta il principio “chi più spende meno
spende” è stato recepito e viene applicato dall’utenza
privata che, a fronte di prezzi differenziati,
acquista il prodotto maggiormente
raffinato, purché specifico per le proprie
necessità.
Angelo Sandini, amministratore delegato
di Agrochimica, ci offre una testimonianza
diretta del successo di politiche volte all’offerta
di alto livello: “La politica di
Agrochimica è sempre stata di qualità e non di prezzo. È una nicchia di mercato che ha
tenuto anche nel 2008. Agrochimica si concentrerà
anche in futuro sulla qualità dei propri
prodotti e sulla tempistica delle consegne.
I terricci da noi proposti derivano direttamente
dalle miscele professionali e questo è il
nostro cavallo di battaglia”.
::: Crescite differenti
Il segmento dei terricci, che nel 2006
ammontava a circa 65 milioni di euro, in base
alle nostre stime per il 2007, vale circa
70,157 milioni di Euro, con un tasso di crescita
pari a poco più del 7% (7,35%). La
stima è stata effettuata su dati rilevati da
GreenUp nel mese di luglio 2008, tramite
interviste dirette ai maggiori operatori del
comparto. Una famiglia di prodotti che cresce
a tassi compresi tra il 7 e il 15%, a seconda
delle differenti tipologie, come evidenziato dal grafico numero 2.
In termini di dimensioni, il terriccio universale
è il prodotto di gran lunga più importante:
il valore è compreso tra i 36,5 milioni
di euro del 2006 e i 39 milioni circa (39,245)
di fine 2007.
La crescita delle vendite di terriccio universale
è stata pari al 6,89%, leggermente al di
sotto della crescita media. I terricci per piante
fiorite e gerani, che valevano circa 12,5
milioni di euro nel 2006, hanno avuto tassi
di crescita in linea con la media di segmento
(+7,41%), con un volume d’affari a fine
2007 pari a 13,543 milioni di euro.
Superiore alla media di segmento la crescita
di terricci per acidofile (+8,09%), ma
soprattutto per piante verdi (+15% circa). Il
valore di tali sotto-segmenti a fine 2007 è
pari, rispettivamente a 3,94 milioni di euro
(per acidofile) e 3,34 milioni (per piante
verdi).
Ecco quindi come le crescite per tipologie
differenziate di terriccio sono maggiori
rispetto alle medie di segmento, tendendo a
erodere quote nei confronti del terriccio universale.
La domanda per prodotti differenziati
e studiati per ambiti di utilizzo particolari
si fa via via più pressante.
Ne sono convinti in Tercomposti e la conferma arriva da Stefano Losio dell’ufficio marketing:
“Abbiamo una linea specifica di ballette
pressate con confezione esteticamente
molto bella, con maniglia, e con caratteristiche
diverse l’una dall’altra, una con un polimero
che trattiene più acqua, una per le aromatiche,
una con un concime a lenta cessione
e così via. Pensiamo che queste caratteristiche
specifiche, insieme a una confezione accattivante,
sia la differenziazione che il cliente
apprezza di più”.
Marco Petranca di Vigorplant Italia, precisa
il suo pensiero per quanto riguarda lo sviluppo
dei sotto-segmenti: “Penso che il trend sia
il medesimo del 2007 con sempre una maggiore
incidenza delle vendite dei terricci
specifici rispetto ai terricci universali in
quanto meglio rispondono alle esigenze delle
singole specie vegetali e, quindi, a un pubblico
sempre più attento agli aspetti qualitativi”.
Inoltre, ci fornisce una chiave di crescita per il
prossimo periodo: “Vorrei però segnalare che
secondo noi avranno un incremento le vendite
dei terricci destinati agli ortaggi come
risposta all’aumento dei prezzi alimentari e
ai timori per la sicurezza dei cibi”.
::: Distribuzione, notevole ampliamento
Sono sempre più numerosi i vivai e i garden
center, principale canale commerciale per
quanto riguarda i terricci. È possibile individuare
due macro-driver alla base di questo
sviluppo: da un lato la domanda di esercizi a
elevata specializzazione, come si può evincere
dalla ricerca di prodotti di elevato livello e
maggiormente raffinati; dall’altro il crescente
bisogno di spazi di evasione e per impegnare
il tempo libero, di cui disponiamo in misura maggiore al crescere del livello di benessere.
Le periferie dei centri cittadini vedono
quindi una continua crescita di garden center,
sia per iniziativa di piccoli imprenditori,
sia per ampliamento dell’offering da parte
di catene specializzate nel bricolage, che realizzano
ex-novo reparti dedicati alla cura del
verde, o ampliano in misura sensibile gli
spazi esistenti, in virtù della domanda di
natura e verde che cresce soprattutto nei
grandi agglomerati.
Altro ambito di notevole crescita per quanto
concerne le vendite di terricci è rappresentato
dalla Grande Distribuzione
Organizzata (Gdo). I centri commerciali
vedono crescere la propria quota di vendite
di terricci, sia per prodotti collocati con
marchio originale, cioè del produttore del
terriccio, sia per prodotti venduti a marchio
specifico, della catena di distribuzione (per
esempio Coop, Esselunga, …). Di fatto questo
ambito è quello di cui le crescite saranno
più sostenute nei prossimi anni: nel nostro
paese la superficie dei centri commerciali è
raddoppiata nel corso degli ultimi dieci
anni, si prevede inoltre una crescita del 30%
circa nei prossimi due anni.

::: Nel dettaglio
La distribuzione delle vendite tra i differenti
canali sta modificandosi in misura poco
notevole ma costante: crescono i canali garden,
Gdo e Gds, mentre segnano il passo le
rivendite agrarie, destinate ai professionisti e,
soprattutto, l’“altro” canale commerciale:
ambulanti, fioristi e così via.
Nel dettaglio i garden e i vivai, canale di elezione
per la vendita di terricci, crescono di
quasi un punto percentuale (43,3% nel 2006
e 44% nel 2007), con un aumento specifico
di circa il 9%, quasi due punti sopra la crescita
media di segmento. In termini assoluti,
sono circa 2,7 milioni di euro in più i terricci
collocati tramite vivai e garden. A supporto
della crescita dei garden e dei vivai, a
parere dei principali operatori, l’offerta della
consulenza ad hoc, la disponibilità di attrezzi
specifici e di piante e fiori complementari alla
vendita dei terricci.
Tale trend è destinato a consolidarsi, spostando
ulteriormente le vendite dai piccoli
vivai verso strutture di maggiore dimensione
e più organizzate, questo il parere di
Paolo Notaristefano di Fertil: “I piccoli garden
center dovranno evolversi come è successo nei paesi più avanzati d’Europa: da semplice
canale di distribuzione a “sarto” e centro di
consulenza e di sviluppo ad hoc. La tendenza
ormai consolidata per lo sviluppo delle strutture
della Gds, richiede spazi e investimenti
non alla portata dei piccoli vivaisti. Si rende
necessario seguire la crescente domanda di
spazi per il tempo libero, che spinge verso
l’assimilazione dei garden center a parchi giochi,
sia per adulti sia per bambini, con dimensioni
notevoli e offerta differenziata”.
Anche dal Marketing di Compo Agricoltura
viene percepita questa tendenza all’offerta di
servizi diretti alla realizzazione di soluzioni
personalizzate: “La consulenza e la realizzazione
di ambienti verdi sono già il core business
di vivaisti, appaltatori di spazi verdi e
urbani. I garden si stanno attrezzando per
offrire servizi di consegna diretta a casa del
cliente, oppure giardinieri per manutenzioni
per il verde. La Gdo è troppo generica e non
in grado di offrire servizi particolari su alcun
prodotto, soprattutto se considerato marginale
nel proprio giro d’affari”.
È, infatti, la Gds il canale di maggiore sviluppo
tra il 2006 e il 2007: la quota specifica
cresce di mezzo punto percentuale, da 9,9% a
10,4%, con un incremento superiore alla
media di segmento anno su anno (+11,5%)
per lo specifico canale. Il valore delle vendite
tramite questo canale cresce di circa
840 mila euro. La quota relativa alla Gdo
(Grande Distribuzione Organizzata) cresce
in maniera meno importante (+8,7% circa
nel 2007), passando dal 26% al 26,4% nel
periodo considerato. Tuttavia in valore
assoluto l’incremento è di tutto rispetto e
pari a 1,6 milioni di euro circa. L’incremento
della vendita di terricci tramite Gdo nel
2007, porta il totale consegnato tramite questo
canale a quasi 18,5 milioni di euro.
::: HANNO DETTO
“La politica di Agrochimica è sempre stata di
qualità e non di prezzo. È una nicchia di mercato
che ha tenuto anche nel 2008”.
Angelo Sandini, Agrochimica
“Pensiamo che queste caratteristiche specifiche,
insieme a una confezione accattivante, sia
la differenziazione che il cliente apprezza di
più”.
Stefano Losio, Tercomposti
“Vorrei però segnalare che secondo noi avranno
un incremento le vendite dei terricci destinati
agli ortaggi come risposta all’aumento dei
prezzi alimentari e ai timori per la sicurezza dei
cibi”.
Marco Petranca, Vigorplant
“I piccoli garden center dovranno evolversi
come è successo nei paesi più avanzati
d’Europa: da semplice canale di distribuzione a
“sarto” e centro di consulenza e di sviluppo ad
hoc”.
Paolo Notaristefano, Fertil
“La Gdo è troppo generica e non in grado di
offrire servizi particolari su alcun prodotto,
soprattutto se considerato marginale nel proprio
giro d’affari”.
Ufficio marketing di Compo Agricoltura
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