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DISTRIBUZIONE

Giorgio Roggero, amministratore delegato
di Brikò ::: Una nuova insegna per il brico e per il garden
di Giulia Arrigoni
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Si tratta di “Brikò…per fare”, la nuova insegna di fai da te e giardinaggio che attualmente è presente con quattro punti vendita e che intende crescere su tutto il territorio.



Attualmente i punti vendita sono quattro: Moncrivello (To), Samarate (Va), Somma Lombardo (Va) e Bagnolo Mella (BS), per 11 mila mq complessivi di superficie di vendita. È Brikò, insegna della società Ibis, che si apre allo sviluppo e che presenta la sua visione del mercato.
L’intervista a Giorgio Roggero, amministratore delegato e Antonio Ferrari, responsabile dello sviluppo.

D - Come nasce l’idea di costituire un gruppo e creare un’insegna comune?
R - Ognuno di noi proviene da un’esperienza trentennale nel fai da te e il maturare di una reciproca conoscenza e stima ci ha portato, fin dal 2000, a unire le forze, quantomeno per gli acquisti. In questi anni abbiamo ulteriormente approfondito il nostro rapporto e questo ha prodotto il vero e proprio salto di qualità: il desiderio di dare vita a un’insegna del bricolage che possa essere un nuovo punto di inizio e riferimento per quanti desiderano proporsi in modo attivo e dinamico al mercato. Per organizzare il nuovo progetto abbiamo costituito, lo scorso 2007, la Ibis, che gestisce in esclusiva il marchio Brikò e l’intero progetto di sviluppo dell’insegna.

D - Pochi mesi fa avete aperto un nuovo punto vendita. Con quale approccio Brikò si presenta al mercato?
R - Sì, nella scorsa primavera abbiamo aperto un nuovo punto vendita, di proprietà di un nuovo associato, di 3.500 mq a Brescia. Brikò ha scelto di lavorare con una quota ingresso “una tantum” e un canone annuo. Per contro, i premi dei fornitori, concessi sul fatturato complessivo, saranno divisi in proporzione, rispettando la regola del gruppo che prevede l’acquisto dell’80% della merceologia da fornitori con contratto Brikò.

D - Qual è il punto vendita ideale Brikò?
R - Deve avere una superficie ubicata in una zona non concorrenziale con altri punti vendita dell’insegna. In linea di massima vogliamo rimanere al di sopra dei 1.000 mq di superficie di vendita, perché pensiamo che al di sotto sia più difficile sviluppare le reali potenzialità di un centro bricolage. A queste caratteristiche va affiancata una approfondita conoscenza del territorio e della concorrenza, dato che la tipologia dell’assortimento può variare secondo l’ubicazione del punto vendita.

D - Puntate molto sulla personalizzazione?
R - Crediamo che non possa esistere un format fisso nel settore del bricolage, perché dipende dalle dimensioni: se si guardano gli esempi di Castorama o Leroy Merlin è facile, perché con superfici così ampie si possono inserire tutti i settori. Tenendo presente che in Italia è molto difficile ottenere determinate licenze o autorizzazioni, è necessario lavorare cercando di trarre il massimo rendimento in base alle metrature che si hanno a disposizione.
Non condividiamo l’idea di mettere in assortimento poco di tutto, ma crediamo che scegliere sia premiante. È molto meglio sedersi a tavolino, guardare bene le zone dove si deve operare, e cercare di capire quali sono le esigenze della gente.

D - Il tutto con un insegna comune molto caratterizzante?
R - Sì, certo. Crediamo nella politica di marchio, nelle sue potenzialità e in un’immagine comune forte e comunicativa. Sappiamo che in Italia ci sono ancora molte resistenze su questo tema, ma è proprio per questo che non abbiamo fretta di aumentare di numero e preferiamo procedere lentamente, cercare partner giusti, con i quali condividere la stessa visione. Naturalmente pensiamo che per un breve periodo di tempo possa essere trainante per Brikò l’affiancamento alla vecchia insegna, soprattutto se i nuovi associati sono molto forti e conosciuti nel loro territorio.

D - Perché dovrei diventare associato Brikò e dove andrete ad attingere nuovi aderenti?
R - Partiamo dalla seconda domanda, perché vogliamo precisare - e questo va detto - che non è nostra intenzione proporci a clienti o affiliati agli altri gruppi. A noi interessa trovare imprenditori che credono in questo settore e che siano propensi a investire nello sviluppo della nostra iniziativa. Per quanto riguarda i vantaggi che Ibis offre al distributore interessato ad aderire, direi che sono molteplici. Innanzitutto Brikò si occupa della contrattazione di acquisti e condizioni commerciali, anche se l’associato manterrà la possibilità di contattare direttamente il fornitore. A questo primario vantaggio si aggiunge la possibilità di accedere alla scelta di assortimenti già testati e selezionati e ai servizi e, ancora, la consulenza sul listino di vendita, per il sistema informatico, l’organizzazione di visite a fiere e ad altri punti vendita, nonché la consulenza pubblicitaria, la realizzazione del business plan e del budget operativo.

D - Anche il cosiddetto “chiavi in mano”?
R - Sì, certamente, Ibis offre la consulenza e l’assistenza per l’apertura e l’allestimento di nuovi punti vendita con revisione periodica sull’andamento e la consulenza e l’ottimizzazione degli spazi di vendita. E non dimentichiamo la formazione ai dipendenti e la comunicazione con 4 volantini l’anno, corsi per i clienti e tessera fedeltà.

D - Torniamo a parlare di sviluppo. Lo scorso aprile avete aperto in provincia di Brescia. Che previsione possiamo fare per i prossimi mesi?
R - Stiamo lavorando prevalentemente su realtà nuove da costruire, provenienti da extra settore. In questo momento stiamo lavorando sull’area di Padova e sulla Sicilia.

::: La Brikò “visione”: il giardinaggio come opportunità
D - Lavorerete anche su merceologie meno “classiche” rispetto al Diy. Quali?
R - Sicuramente il settore garden sarà molto presente presso i punti vendita perché, come per tutti, si è dimostrata e continua a dimostrarsi una buona merceologia. Così come daremo spazio al pet. Molti non ci credono, ma noi abbiamo ottenuto buoni risultati. Naturalmente bisogna offrire un assortimento completo, andando a lavorare su marchi che non siano presenti nell’alimentare.

D - Torniamo al garden: cosa intendete? Macchine, prodotti, verde vivo?
R - In relazione a quanto detto sopra, prevediamo di trattare il settore garden in modo molto completo. Ad esempio in questo punto vendita di Moncrivello, grazie allo spazio a disposizione, abbiamo potuto lavorare molto bene non solo sulle macchine, ma anche sul verde vivo. Peraltro su quest’ultimo aspetto c’è molto fermento.

D - Tra le molte merceologie del garden, l’arredo esterno sta vivendo un vero e proprio momento felice. Cosa ne pensate?
R - L’arredo esterno è un’opportunità che può essere posizionata in due spazi diversi del negozio. All’interno - vissuto come arredo e decorazione - oppure all’esterno, vicino a vasi grigliati e verde vivo. L’importante, però, è l’esposizione, che deve essere molto curata, ambientata. Non si può collocare l’arredo esterno vicino a scarpiere e mensole. Si crea confusione e non si valorizza il prodotto.

D - Per concludere. Qual è stato l’andamento di questo primo semestre?
R - Il garden non ha lavorato molto. Ha piovuto un po’ troppo e quindi tutti i settori merceologici legati al giardino hanno avuto un calo importante…



 

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