|
::: Un passo avanti di Uberto Marni
-----------------------------------------------------------
Garden e vivai trainano il segmento,
accelerando le vendite di pompe. Frena
la grande distribuzione. Ma se il 2007 è
stato un anno positivo, per il 2008
si prevede una decisa battuta d’arresto.
In generale possiamo ritenere buono l’incremento
delle vendite di pompe per l’irrorazione
nel 2007: in un periodo in cui il prodotto
interno lordo cresce intorno a 1/1,5 punti
percentuali ogni anno, le vendite dell’irrorazione
segnano un +7%: tasso di crescita di
sicuro interesse per gli operatori coinvolti.
I target da raggiungere sono identificabili in
due diverse tipologie di acquirente: professionisti
del settore del giardinaggio e utenti
non professionali o hobbisti. Se per il
mercato professionale le crescite registrate
sono più contenute, ma costanti, per l’utenza
hobbistica l’andamento delle vendite è
legato anche alle condizioni climatiche, che
nel 2007 sono state propizie, mentre nel
corso di quest’anno molto meno: a pochi
giorni dalla pausa estiva, si registrano temperature
notevolmente inferiori alle medie di
stagione e precipitazioni sparse in tutta la
penisola.
::: Crescite differenziate
L’irrorazione, nelle sue differenti componenti,
nel 2006 aveva una dimensione di circa
8,15 milioni di euro. GreenUp, tramite interviste
con i principali operatori del settore,
stima che per il 2007, tale segmento valga circa 8,76 milioni di euro, con un tasso di
crescita di poco inferiore al 7% (6,96%). I
dati sono stati rilevati da GreenUp nel mese
di giugno 2008, e ci hanno fornito una stima
un po’ più conservativa anche per l’anno in
corso (+3/5%), per quanto riguarda il comparto
dell’irrorazione.
Le differenti pompe per l’irrorazione crescono
a tassi compresi tra lo 0,2 e il 9,4%, in
funzione dei modelli e dei materiali di realizzazione,
come evidenziato dal grafico
numero 1.
Le funzionali pompe a pressione a tracolla
mostrano i massimi livelli di crescita
(+9,42%), mentre quelle tradizionali in rame
segnano il passo, con un tasso di crescita
quasi a zero. Le crescite delle altre tipologie
sono comprese tra il 6 e il 9%, con buona soddisfazione
per le aziende produttrici. I differenti
tassi di crescita evidenziati comportano
alcune modifiche anche nelle quote relative
alle diverse componenti, come si può osservare
dai grafici a corredo.
::: Il vecchio e il nuovo
Al netto delle pompe in rame e dei vaporizzatori,
che vedono contrarsi le proprie quote
sul totale delle vendite, le altre componenti
del segmento dell’irrorazione crescono in
maniera più o meno importante, con i massimi
livelli di sviluppo per le pompe di minori
dimensioni e crescite sostenute anche negli
altri casi.
Giovanni Volpi, dell’omonima azienda Volpi,
ci dà una visione piuttosto netta del segmento
più obsoleto: “Le pompe in rame sono
ormai oggetti di antiquariato: i prezzi di vendita
per tali strumenti non sono giustificati
dal loro valore. Gli ordini sono ormai effettuati
quasi esclusivamente da estimatori di
oggetti di “modernariato”, che le utilizzano
come fioriere o per altri scopi basati sull’estetica.
La crescita nelle vendite del rame è quindi
pari a zero, o, in termini numerici, addirittura inferiore all’anno precedente”.
A supporto della necessità di nuovi prodotti
abbiamo la testimonianza di Corrado
Corradini, direttore generale della divisione
Arco di Ferrari Group: “I prodotti che vanno
per la maggiore sono quelli più innovativi,
così abbiamo introdotto novità per l’irrorazione
e la disinfestazione sia nell’autunno del
2007, sia nell’aprile di quest’anno. Le pompe
a batteria ricaricabile sono quelle che ci
danno maggiore soddisfazione, sia per la
fascia elevata, sia per quella più economica”.
::: Cultura più diffusa
Anche per questo segmento, com’è ovvio, il
crescente numero di vivai e garden center,
canali che realizzano nuove strutture in continuazione,
tende a fare accelerare le vendite
di pompe. “Abbiamo riscontrato crescenti
livelli di vendita presso garden center e vivai -
afferma Sabrina Boriani, responsabile marketing
di Epoca -, sia per effetto del numero di
punti vendita, che cresce senza sosta già da
alcuni anni, sia per il maggiore livello “consulenziale”
e di supporto alla clientela raggiunto
dagli addetti, che ho notato soprattutto
nei primi mesi del 2008”.
Gli sviluppi dei vivai, anche in base alla maggiore
concentrazione di elevati redditi, sono
più numerosi e maggiormente efficienti nelle
regioni del nord Italia, mentre la crescita nel
centro sud è più “familiare” e meno organizzata.
Chiaro il punto di vista di Giovanni Volpi: “È vero che il numero di vivai cresce di anno
in anno, tuttavia notiamo differenti sviluppi,
in base alla localizzazione del punto vendita.
Se al nord i garden center sono realtà complesse
e organizzate, che ci chiedono espositori
ad hoc, servizi di formazione e di assistenza;
nelle realtà del centro sud i vivai
hanno dimensioni molto inferiori e l’attenzione
al prezzo di vendita è ancora centrale”.
::: Affinate rivendite agrarie
I tradizionali punti vendita, le rivendite agrarie,
anche per effetto della crescente domanda
di prodotti biologici, tendono a sviluppare
le proprie attività, affinando la tradizionale
offerta dedicata agli addetti ai lavori.
Antonio Dal Degan, export manager di Dal
Degan, ha un’opinione piuttosto netta in merito: “Il rapporto umano con il rivenditore
è ancora centrale per le vendite di pompe
per l’irrorazione, ed è il canale tradizionale
delle rivendite agrarie che offre il massimo
livello di consulenza. Tendiamo a privilegiare
tale canale, soprattutto in momenti come
questo, caratterizzati da aggressive campagne
di vendita dal far-east, contrastando i prezzi
inferiori con maggiori livelli qualitativi e assistenza
più pronta e di dettaglio”.
::: Gd, centralità del prezzo
A parere degli operatori, infatti, sono proprio
le principali catene per il bricolage a subire
l’impatto delle importazioni di articoli cinesi:
nonostante lo sviluppo dei punti vendita,
infatti, si nota una sostanziale stabilità delle
vendite di anno in anno nel canale Gds-Diy.
Il fattore prezzo è in questi casi il maggiore
elemento decisionale, in assenza di servizi di
comunicazione e di consulenza ad hoc che
rendano chiare le differenziazioni in termini
di qualità tra prodotti importati e made in
Italy.
La situazione relativa alla grande distribuzione
organizzata, sempre in base alle considerazioni
esposte sui livelli di prezzo, è
ancora più orientata alle vendite di prodotti
di basso livello qualitativo. La quota per
questo canale di vendita è infatti in lieve
contrazione: da un 8% circa del 2006, si è
passati al 7,5% del 2007.
In questo particolare ambito, Stefano Meo,
direttore commerciale di Di Martino, ci fornisce
ulteriori elementi: “Avendo differenziato
le linee a seconda dei settori distributivi
per noi il 2008 e il futuro in genere si prevedono
in espansione. L’unico canale che vediamo
in difficoltà nel settore irrorazione è la
grande distribuzione alimentare che, a causa
delle stagionalità e della mancanza di spazi
dedicati sta progressivamente perdendo
quote di mercato”.
::: HANNO DETTO
“Le pompe in rame sono ormai oggetti di antiquariato:
i prezzi di vendita per tali strumenti
non sono giustificati dal loro valore. Gli ordini
sono ormai effettuati quasi esclusivamente da
estimatori di oggetti di “modernariato”, che le
utilizzano come fioriere o per altri scopi basati
sull’estetica”.
Giovanni Volpi, Volpi
“I prodotti che vanno per la maggiore sono
quelli più innovativi, così abbiamo introdotto
novità per l’irrorazione e la disinfestazione sia
nell’autunno del 2007, sia nell’aprile di quest’anno”.
Corrado Corradini, Ferrari Group (divisione
Arco)
“Abbiamo riscontrato crescenti livelli di vendita
presso garden center e vivai, sia per effetto
del numero di punti vendita, che cresce senza
sosta già da alcuni anni”.
Sabrina Boriani, Epoca
“Il rapporto umano con il rivenditore è ancora
centrale per le vendite di pompe per l’irrorazione,
ed è il canale tradizionale delle rivendite
agrarie che offre il massimo livello di consulenza.
Tendiamo a privilegiare tale canale, soprattutto
in momenti come questo, caratterizzati
da aggressive campagne di vendita dal fareast”.
Antonio Dal Degan, Dal Degan
“L’unico canale che vediamo in difficoltà nel
settore irrorazione è la grande distribuzione
alimentare che, a causa delle stagionalità e
della mancanza di spazi dedicati sta progressivamente
perdendo quote di mercato”.
Stefano De Meo, Di Martino
|
|