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DISTRIBUZIONE - Dall'Olanda

::: Facciamo affari all’asta
di Giovanni Carlini
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Continua il nostro viaggio nel Paese dei tulipani, alla scoperta delle principali opportunità di business. Tra i garden è il servizio che fa la differenza, a parità di qualità del prodotto offerto.



Lo studio che vi presentiamo in queste pagine cercherà di fare il punto della situazione, attraverso statistiche e interviste sul “senso dei numeri”, al fine di dare un nome e un cognome al florovivaismo europeo e olandese in particolare.
Dalla visione panoramica della spesa procapite dei principali paesi del mondo per quanto riguarda l’acquisto di piante e fiori è interessante considerare due aspetti: il primo è l’ordine di grandezza tra le due tipologie di prodotto, al fine di dimensionare eventuali investimenti o sforzi all’interno del garden; il secondo si rifà a un concetto globalizzato di spesa. Per esempio in Svizzera si spende 3 volte di più che in Italia per fiori e oltre 3,6 per le piante. Un imprenditore che aspira a gestire un “garden globalizzato” attento alle opportunità d’investimento, non può non conoscere dati del genere.

::: Investire in competenza
Attualmente il livello di integrazione dei vari segmenti di mercato del mondo del giardinaggio è ancora molto debole e i motivi sono riconducibili principalmente a una mentalità ancora troppo fai-da-te degli imprenditori. È comune che i garden non inseriti all’interno dell’indotto della Gdo producano ancora in proprio parte delle piante e dei fiori che vendono poi direttamente. Ovviamente, questa considerazione si rovescia quando il negozio ha una vocazione puramente commerciale. In linea di massima, l’auto-produzione nei garden italiani sfiora il 65% dell’offerta totale di piante e fiori, per attestarsi al 33% in Europa.
Si tratta di un fenomeno riconducibile a un basso livello di sofisticazione del mercato, per cui gli imprenditori italiani si accontentano della “merce” che trovano. Certo, non tutti! Per ovviare a questa situazione, che in alcuni casi potrebbe rivelarsi controproducente ai fine dell’offerta merceologica, una scelta strategica è quella di rifornirsi da produttori competenti. Olandesi in testa. Ma questa non è una novità.
È in questo contesto che si cala lo speciale di GreenUp sul mercato olandese alla sua seconda puntata (vedi GreenUp numero 84 a pagina 16), cercando di analizzare concretamente il mercato al di fuori dei nostri confini. Ecco perché ci piace pensare che questo servizio potrebbe rivelarsi uno strumento di lavoro, presentando un “metodo-sistema” attraverso il quale un garden italiano potrebbe approcciarsi con i colleghi europei con relazioni stabili.

::: Vetrina mondiale
L’Olanda è una delle principali vetrine mondiali per quasi tutti i produttori floricoli e florovivaistici. Soprattutto italiani. La poderosa macchina olandese, che si traduce principalmente in occasioni di incontro, è impressionante. Le aste, fino a pochi anni fa, erano in tutto quattro distribuite tra la primavera e l’autunno. Entrare in affari con un partner olandese significa prima di tutto sapere quali sono le sue esigenze e su quali basi si potrebbe sviluppare il rapporto di lavoro.
Proviamo a farci aiutare da Elena Curti, dell’Ufficio Olandese dei Fiori, per capire quali sono i meccanismi che muovono il mercato del giardinaggio del paese dei tulipani.

D. Conoscendo il mercato italiano, tra le quattro aste che organizzate in Olanda, quale ritiene sia l’evento più centrato e adeguato per gli imprenditori italiani?
R. Nel 2007 le quattro aste si sono fuse e ne sono rimaste due: Vleuten, che ha inglobato Oost-Nederland, e che ricopre una posizione più locale e nazionale; mentre Flora Holland, che ha unito in pari percentuali Aalsmeer e Holland ricopre una posizione molto forte e livello internazionale.
Dopo le prime incertezze su come le due fusioni si sarebbero potute riflettere sul mercato, è sembrato a tutti chiaro che queste nuove realtà non potessero che migliorare il servizio offerto dall’Olanda. Qui i compratori che forniscono i clienti italiani possono trovare tutti i prodotti che richiedono, ogni giorno, con la garanzia di una consegna veloce.
Vendere tramite le aste olandesi è sinonimo di elevata qualità del prodotto, per questo molti paesi già lo fanno. In Italia purtroppo sono poche le aziende che vendono direttamente tramite lo strumento delle aste, un nome per tutti è quello del Gruppo Tor San Lorenzo. Le aste potrebbero essere un interessantissimo luogo di vendita per i produttori italiani perché tramite Flora Holland si aprono importanti business in tutto il mondo.

D. Qual è il vantaggio principale che nascerebbe dalla collaborazione imprenditoriale tra Italia e Olanda?
R. Si concretizzerebbe una grande opportunità di guadagno. In primo luogo perché ci si confronterebbe con una realtà all’avanguardia nel settore, poi perché vendendo i prodotti italiani attraverso le aste olandesi, si avrebbe un riconoscimento della qualità del “made in Italy verde” a livello mondiale.

D. Di sicuro, questo speciale sull’Olanda mette in luce l’efficienza proprio di questo paese per quanto riguarda il mercato del verde ornamentale. Potrebbe spiegare all’imprenditore italiano la cultura d’impresa olandese e suoi ultimi scenari?
R. In Olanda ormai i garden center sono molto diffusi, per cui il consumatore può tranquillamente scegliere se andare da uno o dall’altro, in base a quello che al momento è più vicino a me. Inoltre il cliente ha una buona cultura del verde. Quindi considerando l’alta concentrazione, una forte concorrenza e una buona conoscenza del prodotto, i Garden non devono più “lottare” alla ricerca di un prodotto qualitativamente superiore (che ha raggiunto livelli ottimali diffusi), ma sul servizio offerto come corollario, che ora è diventato fondamentale e discriminante. Si basano su sensazioni ed emozioni, in modo che il cliente non solo esca soddisfatto del prodotto acquistato, ma dell’intera esperienza appena vissuta, e desideri quindi tornarci il prima possibile. Parlo di accoglienza, parcheggio, sorrisi e disponibilità del personale (adeguatamente formato) grandezza dei carrelli, aree ludiche, musica di sottofondo, scelta del prodotto, qualità, prezzi, ambientazione, eccetera.

D. Quale potrebbe essere l’apporto degli imprenditori italiani?
R. La parola magica è collaborazione. In questo momento di difficoltà collettiva non ha molto senso accanirsi e farsi concorrenza.
Sarebbe molto più utile per tutti trovare insieme delle soluzione per superare questo periodo. I concorrenti di questo settore non sono gli stessi prodotti con diversa origine, ma prodotti completamente diversi, come i cioccolatini, i profumi, i gioielli. Collaborando sarà possibile trovare soluzioni concrete ed efficaci per salvaguardare il mercato.

D. Quale l’impegno dell’Ufficio Olandese dei Fiori per il gardenista italiano, che si trova in Sicilia come nel Lazio?
R. Noi siamo un ponte tra Olanda e Italia e il nostro lavoro principale è quello di promuovere i fiori e le piante e sostenendo la formazione del settore, ovunque in Italia, collaborando principalmente con i grossisti. Non solo. Da quest’anno ci stiamo rivolgendo anche ai consumatori con un nuovo progetto in collaborazione con la rivista Greenstyle. Scopo del progetto è portare a conoscenza dei consumatori le nuove tendenze ed i nuovi prodotti che arrivano dall’Olanda.

 

DISTRIBUZIONE ...

  

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