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STRATEGIE - dal Canada

::: Vale 3,8 miliardi di euro
di Giovanni Carlini, corrispondente dall’estero
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Tanto è la spesa media annua degli olandesi per la cura del giardino. E i garden sono poco meno di 500. Uno ogni 34.616 abitati. Preferiti dal 41% della popolazione nell’acquisto di piante verdi.

Partiamo per un nuovo viaggio (tutto virtuale naturalmente!). E dopo Usa e Canada approdiamo in Olanda, stato europeo che ha già all’attivo stretti rapporti commerciali con gardenisti, punti vendita Gds e aziende di riferimento del nostro paese.
Se negli Usa, per attirare la clientela, il garden/ bricolage punta su dimensione, sui servizi e sul numero di articoli trattati (ci sono 98mila garden strutturati, di cui il 45% sotto insegne comuni di tipo franchising e il resto di proprietà con un’estensione media tra i 15.500 mq coperti e 20mila scoperti e un’offerta merceologica di circa 22mila articoli trattati), in Canada c’è una divaricazione molto netta, tra il garden bricolage “industriale” di ampia metratura (da 20mila mq coperti) e quelli familiari di medie-piccole dimensioni (da 7mila mq a scendere) e questi ultimi hanno realizzato una forma di associazione tra loro, molto capillare con una fortissima valenza turistica (rileggete i servizi “Strategie dal Nord America” a partire dal numero 79 di GreenUp). Da queste due grandi esperienze si arriva all’Olanda, che fa del coordinamento tra strutture commerciali “garden/brico”, il suo pu nto di forza. Il senso profondo di questo articolo della serie Dossier Olanda è proprio questo: esiste (o potrebbe esistere) in Italia una struttura di coordinamento tra garden?



::: Due gruppi, quattro consorzi
Come ci spiega Charles Lansdorp, Direttore per l’Italia dell’Ufficio Olandese dei Fiori, che ci accompagnerà in ogni articolo del Dossier Olanda e che concluderà con una sua intervista spiegando i segreti del sistema olandese, in tutto nel paese dei tulipani si contano poco meno di 500 garden, suddivisi tra le due centrali di coordinamento e tra punti vendita completamente indipendenti da ogni forma associativa. I due grandi nomi sono Intratuin (www.intratuin.nl) e la Federazione Garden Tuinbranche (www.tuinbranche.nl). A sua volta la Federazione, comprende anche tre altre associazioni, differenziate per orientamento commerciale e stili di vendita, dotate dei rispettivi uffici d’acquisto a beneficio degli iscritti. Quindi, a fronte di due punti di riferimento (gestione e coordinamento) trovano spazio quattro differenti consorzi d’acquisto. Complessivamente in Olanda si contano, alla data del 1° maggio 2008, 419 garden, inclusi: 10 Hornbach garden, 11 Praxis mega garden, 17 garden di Overvecht e 8 garden del gruppo van Ranzijn Tuin en dier e a questi vanno sommati i garden del gruppo Intratuin che conta ben 55 punti in Olanda, 3 in Belgio e 1 in Russia, assicurandosi così una copertura sul mercato olandese di circa il 30 per cento. Più specificatamente il gruppo Intratuin vale il 9% del settore giardinaggio e in pari misura percentuale anche nel bricolage, diventando così il nome di riferimento del Paese. E anche grazie a una massiccia campagna pubblicitaria, ben il 97% degli olandesi conosce il nome e il marchio Intratuin. In termini dimensionali, questo gruppo movimenta 80mila articoli per 12.500.000 clienti.
La spesa media degli olandesi (dati 2007) per l’acquisto di prodotti garden e la cura del giardino è pari a 3,8 miliardi di euro, ed è cresciuta del 12% rispetto al 2006. Per quanto poco significativo e realistico, si può affermare che ogni garden in Olanda, dovrebbe fatturare mediamente 4,2 milioni di euro, il che sappiamo non essere proprio corrispondente alla realtà, ma comunque è un dato di partenza su cui ragionare. Ad esempio, il garden che abbiamo intervistato fattura 2,8 milioni di euro con 16 dipendenti. Sul piano delle scelte di acquisto, relativamente al segmento “piante verdi”, il garden è preferito dal 41% degli olandesi, seguito dalla grande distribuzione con il 38% e dai fioristi con il 21 per cento. Per quanto riguarda il settore del “secco” il garden assorbe ancora il 34,6% dei consumi, mentre il resto è appannaggio degli ipermercati e di altre catene commerciali.


La signora Schalk all’ingresso del suo garden::: Il segreto è il fiore reciso
Colloquio con Ann Schalk, titolare del garden Life&Garden

Signora Schalk, grazie per aver concesso un’intervista a GreenUp. Può raccontarci la sua storia professionale?
Ho gestito per 18 anni, con mio marito, un negozio di fiori a Breda, nel Sud dell’Olanda, finchè non ho trovato nel 1999 a Ettenleur un garden molto vecchio da ristrutturare, che mi ha impegnato per tre anni. Oggi ho 55 anni e sono una donna e un’imprenditrice soddisfatta. Ovviamente tanto è stato l’impegno, ma ho avuto la fortuna di poter ampliare di un ettaro il garden originario, potendo offrire al mercato un servizio poco diffuso: i fiori recisi.
Vede noi siamo nati fioristi e come tali, nel culto “del fresco”, gestiamo il nostro garden. Per la mole di lavoro che abbiamo dovuto affrontare, due anni dopo aver rilevato il garden siamo stati costretti a chiudere il negozio (che era di 4.500 mq coperti più 2.500 scoperti) e dedicarci anima e corpo a questa iniziativa che oggi conta 6.500 mq coperti e 2mila scoperti, oltre al parcheggio.

Avete aderito a qualche associazione di categoria?
Siamo soci del consorzio Life and Garden, di cui sono una fondatrice, una scelta che è venuta come conseguenza della triste esperienza di Europetuin che 2 anni fa ha chiuso la sua attività.
Con Life and Garden tutti i 26 garden del consorzio sono sotto un’unica insegna, pur rimanendo indipendente grazie alla formula del franchising e nella pratica tutti i giorni cerchiamo di fare nostro il bisogno del consumatore di abbellire la casa e il giardino e questo bisogno lo traduciamo in offerta merceologica. Ma non solo: i fiori recisi come parte dell’arredo domestico, sono un nostro punto di forza. Non a caso Life and Garden è nato con il contributo forte di un importante fornitore di piante (www.waterdrinker.nl) che oggi serve tutti i garden consociati.

Come si è evoluto il garden negli ultimi tre anni?
Oggi il mio garden è completamente diverso da quello che era solo tre anni fa. Al centro ho creato un reparto di decorazione per la casa con vasi e suppellettili diversi, un’area che piace al cliente. Sul piano delle promozioni si è appena conclusa (aprile 2008) una mostra di una settimana dedicata all’Italia del cibo, delle piante e dei profumi ed è andata abbastanza bene.

Per quanto riguarda il fatturato…
Come dimensione ci attestiamo sui 2,8 milioni di euro all’anno, con una media di 260mila scontrini e ogni scontrino ha un valore medio che oscilla tra i 22 e 35 euro l’uno. Il garden occupa 16 dipendenti e il nostro sito web è inserito all’interno di quello di Life and Garden, che ne cura la veste editoriale e promozionale. L’alto numero di scontrini, è la diretta conseguenza della vendita di fiori freschi recisi, a differenza degli altri garden, che hanno trascurato questo settore. Per noi rappresenta la natura stessa della nostra professione e vale 300mila euro di fatturato ogni anno.

Previsioni per il 2008?
A oggi osserviamo una crescita di fatturato di circa il 10% rispetto lo scorso anno, soprattutto grazie alle favorevoli condizioni meteorologiche che si sono registrate nei mesi di marzo e aprile. Una situazione che ha spinto i consumatori all’acquisto.

Mi sembra di capire che i fiori recisi rivestono un’importanza strategica, un aspetto sul quale riflettere per noi di GreenUP. Può spiegarci meglio?
Non tutti i garden olandesi hanno i fiori recisi, perché la loro gestione è decisamente difficile e richiede un’alta professionalità. È mio marito che si occupa di questo settore, è lui che fa la scelta del prodotto a monte, aiutato da ben tre operatori del nostro staff impegnati al 100 per cento solo in questo ambito. Senza voler estremizzare, la presenza dei fiori recisi in un garden, fa la differenza a titolo di professionalità agli occhi del consumatore.
Infatti, il reciso attira clienti anche nei mesi “poveri”, come gennaio e febbraio, clienti che spendono e portano fatturato.



Come si sviluppa l’indice Tam (grafico che descrive lo sviluppo mensile del fatturato) del suo negozio?
Il mese di maggio vale da solo il primo trimestre, a giugno, poi, riesco a capire come si concluderà l’anno.

Soffre la concorrenza?
Sì, soffro la concorrenza! Nel mio stesso bacino d’utenza si trovano garden del consorzio Overvecht (di grandi dimensioni), poi uno della Intratuin (grandissime dimensioni), un garden del consorzio Groenrijk e stanno per arrivare sulla piazza due immensi centri commerciali della Hornbach (il corrispondente tedesco di The Home Depot, 275mila articoli trattati) capaci di gestire 120.000 articoli e questo in una zona, quella dove vivo e lavoro, con una bassa densità di popolazione rispetto al resto del nostro paese.

Quali i vostri punti di forza?
Diversificare, crederci e i fiori recisi. E poi non bisogna dimenticare gli indici di rotazione per singolo reparto, da verificare attentamente uno per uno. Come incrementare questa rotazione? Semplice, avere dei buoni prodotti di stagione, come i gerani e le sue (e più) varianti, oppure i generi per animali, che noi chiamiamo Van ben Dibevo.

Il trend degli ultimi 3 anni?
Ogni anno abbiamo registrato una crescita del 20 per cento.

Come è organizzata la sua squadra?
Siamo una coppia, una squadra e io e mio marito lavoriamo sodo. Mio marito si occupa delle piante e dei prodotti per l’esterno, mentre il mio regno è quello del giardinaggio e del Natale. Poi, organizziamo importanti corsi di formazione all’interno del nostro punto vendita, purtroppo non sostenuti da fondi Ue o dal governo, con l’obiettivo di specializzare sempre più i nostri dipendenti e noi con loro. E tra un po’ nella squadra entrerà anche mio figlio che si occuperà del settore Wellness, offrendo cioè servizi di qualità alla persona e agli ambienti di lavoro, come l’utilizzo delle piante in sostituzione dell’aria condizionata, oltre a soluzioni di biotecnologia.

Ha un appello da lanciare ai suoi colleghi italiani?
Non solo agli italiani, ma anche ai francesi. Visitando i diversi garden per capirne gli stili e le strategie espositive, purtroppo spesso mi imbatto in realtà dove regna il disordine che, purtroppo, allontana il cliente. Bisogna lavorare nell’ottica di un punto vendita che sappia offrire una propria immagine..
Ovviamente invito tutti i lettori di GreenUp a farmi visita a Ettenleur.

 

STRATEGIE ...

  

[dicembre 2011] In attesa di un'associazione rappresentativa. NEWS EXTRA di F. Terragni

[ottobre 2011] Effetto RADDOPPIATO. PRIMO PIANO di M. Ragni

[settembre 2011] Sarebbe bello nascesse un’ASSOCIAZIONE. PRIMO PIANO di F. Tozzi

[agosto 2011] Sempre più STRUTTURATI. PRIMO PIANO di U. Marni

[giugno 2011] Dedicata all’ECCELLENZA. NEWS EXTRA di F. Terragni

[giugno 2011] Nasce “La mia impresa Online.it”. INTERNET di F. Terragni

[maggio 2011] Quando il CARTELLO fa bene al BUSINESS. TENDENZE VISUAL di S. Medetti

[aprile 2011] Accostamenti per VENDERE UN'IDEA (che piace). TENDENZE CONSUMATORI di F. Terragni

[febbraio 2011] PROMUOVE la floricoltura italiana. NEWS di F. Terragni

[novembre 2010] Phalenopsis da “banco” o da “vetrina”?. MERCATI di P. Lauricella

[ottobre 2010] Dolci peccati DANESI. TENDENZE di M. Castelluccio

[luglio 2010] Orientarsi nel panorama GLOBALE DELLE CERTIFICAZIONI. TENDENZE di S. Medetti

[luglio 2010] Il circolo virtuoso della CERTIFICAZIONE. TENDENZE di S. Medetti

[giugno 2010] Il balcone? Un salotto esclusivo. ULTIM'ORA di M. Castelluccio

[maggio 2010] Prezzi? Quali Prezzi?. MARKETING di U. Marni

[maggio 2010] Un’avventura da pollice verde. NEWS EXTRA di F. Terragni

[maggio 2010] Piove sulle vendite. MERCATI di P. Lauricella

[maggio 2010] Caliente CALATHEA. BUSINESS VERDE a cura della Redazione

[aprile 2010] Scotts interpreta il mercato. ULTIM'ORA di F. Tozzi

[novembre 2009] L’Italia dei comuni fioriti. INIZIATIVE di M. Castelluccio

[novembre 2009] Noi compriamo con gli occhi. ESPOSIZIONE di G. Barassi

[ottobre 2009] Il verde che migliora la vita. FLORMART di F. Terragni

[settembre 2009] Uno strumento per essere competitivi. ULTIM’ORA di F. Tozzi

[giugno 2009] La pubblicità che funziona. COMUNICARE di L. Brioschi

[giugno 2009] Manuale di sopravvivenza del garden moderno. GESTIONE di G. Barassi

[giugno 2009] La crisi premia il verde. STRATEGIE ESPOSITIVE di S. Medetti

[maggio 2009] Naturale, un concetto da… coltivare. STRATEGIE ECOLOGICHE di G. Barassi

[maggio 2009] Il “fattore internet”. STRATEGIE INFORMATICHE di L. Brioschi

[maggio 2009] Arriva il verde anticrisi. STRATEGIE ESPOSITIVE di S. Medetti

[aprile 2009] Dal generico al selettivo. STRATEGIE GESTIONALI di F. Tozzi e di D. Lucente

[marzo 2009] Emozioni che arredano (il garden). STRATEGIE ESPOSITIVE a cura di F. Tozzi

[marzo 2009] Non conosce crisi. ULTIM’ORA a cura di F. Crespi

[marzo 2009] 2008, una stagione a rilento. MERCATI di U. Marni

[dicembre 2008] Crescita sostenuta. IRRIGAZIONE di U. Marni

[dicembre 2008] Per ottimizzare gli acquisti. DISTRIBUZIONE di F. Tozzi

[dicembre 2008] Si (ri)parte dalla Russia. TECNOLOGIE di F. Tozzi

[dicembre 2008] Cosa c’è oggi da comprare?. GESTIONE di L. Brioschi

[dicembre 2008] Un barbecue da 55 milioni di euro. BBO di F. Terragni

[ottobre 2008] C'è bisogno di garanzie. ASSOCIAZIONI di F. Tozzi

[ottobre 2008] Un tour tutto colorato. MARKETING di F. Tozzi

[ottobre 2008] È fiorito il Viale Campagna di F. Terragni

[settembre 2008] L’arte (olandese) dell’arrangiarsi ESTERO di G. Carlini

[settembre 2008] Il primo “Modulo Verde” LAVORI IN CORSO a cura di F. Tozzi

[settembre 2008] Collaborazione, creatività, innovazione LAVORI IN CORSO di F. Fiorellini

[luglio 2008] Fame di spazio. GESTIONEdi G. Barassi

[giugno 2008] Baby boom di G. Carlini

[giugno 2008] Benvenuta Primavera. FLOROVIVAISMO di P. Lauricella

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[maggio 2008] Business tutto pulito. MOTORUP di F. Terragni

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