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::: Sempre più tagli di Uberto Marni
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Il segmento vale più di 36 milioni
di euro. E i prodotti più richiesti sono
le cesoie by-pass e battente. Mentre
crescono del 15% le forbici
per la cura dell’erba.
Ancora buono l’incremento delle vendite negli
attrezzi da taglio. Il segmento già da alcuni anni
sta mostrando tassi di crescita di sicuro interesse.
I target sono rappresentati da due diverse
tipologie di acquirente, caratterizzate da dinamiche
di crescita differenziate: gli acquisti professionali
mostrano dinamiche meno veloci
ma più costanti; mentre le vendite indirizzate
al giardinaggio privato e all’hobbystica
conoscono tassi di crescita più importanti,
ma con andamento meno prevedibile.
Nell’ambito professionale, crescono gli
acquirenti di attrezzi da taglio impegnati in
servizi per i clienti finali: conseguenza
(anche) dello sviluppo della domanda di servizi
di progettazione e cura del verde che
negli ultimi anni hanno registrato incrementi
notevoli, non più solo dal settore pubblico,
ma in misura crescente anche dal settore privato
e aziendale, di pari passo con la maggiore
percezione dell’ottimo ritorno di immagine
che offrono balconi e giardini pensili,
anche per attività non direttamente coinvolte
nel settore del turismo e dell’horeca.
::: Crescite differenziate
Il segmento degli attrezzi da taglio, che nel
2006 ammontava a circa 34 milioni di Euro, in base alla stima di GreenUp per il 2007,
vale circa 36,153 milioni di euro, con un
tasso di crescita pari a quasi il 6% (5,95%).
I dati sono stati rilevati da GreenUp nel mese
di maggio 2008, tramite interviste dirette ai
maggiori operatori del comparto. Gli attrezzi
da taglio crescono a tassi compresi tra il
3 e il 15%, a seconda delle differenti tipologie,
come evidenziato dal Grafico numero 1.
Sono le cesoie by-pass e battente le “regine”
degli attrezzi da taglio, con valori compresi
tra i 15,3 milioni di euro del 2006 e i 16
milioni circa (15,942) di fine 2007. La crescita
delle vendite di cesoie è stata pari al 4,03%.
La quota delle cesoie sul totale degli
attrezzi da taglio, pur in lieve contrazione,
rimane di tutto rispetto: da 45% a 44,01%
tra il 2006 e il 2007.
::: Dettaglio e razionali
Le forbici per siepi crescono in misura
maggiore rispetto alle cesoie, con un tasso
pari a quasi il 9% (+8,93%) e hanno raggiunto
un valore pari a 6,413 milioni di euro
a fine 2007. La crescita in questo caso è stata
sostenuta dall’introduzione, da parte di più
aziende, di attrezzi telescopici oltre che di
supporti di lunghezza variabile per rendere
più semplici le operazioni di taglio. La
quota delle forbici per siepi si mantiene
pressoché costante, passando dal 17,2 al
17,7%.
Anche i troncarami crescono di buona lena:
+8,09% la crescita stimata tra il 2006 e il
2007, con una quota sul totale pari a quasi il
15%, e un valore in euro di quasi 5,3 milioni
al 2007.
La crescita più notevole, secondo le nostre
stime, è per le forbici per erba, con un tasso di
poco superiore al 15%. Il segmento è portato
avanti soprattutto da offerte “all-inclusive” a
complemento alle attrezzature tradizionali
per prati e tappeti erbosi, che includono quindi sia tosaerba o rifinitori per bordi e forbici per erba. Il valore di
questo segmento, a fine 2007, è pari a poco più di un milione di euro.

Roberto Moioli, responsabile marketing di Wolf Italia, è molto soddisfatto
dell’andamento di mercato dell’ultimo biennio. “Nel 2007 la crescita
delle cesoie e dei troncarami è stata pari al 25%, ma anche le forbici
per erba sono cresciute del 20 per cento. Per quest’anno le crescite
potrebbero essere più omogenee ma, poiché ancora mancano i mesi
cruciali, non mi sento di formulare una previsione”.
::: Ampliamenti distributivi
Sono sempre più numerosi i vivai e i garden center. Le periferie di
molte città nazionali vedono sorgere nuove strutture: le iniziative vengono
realizzate sia da piccoli imprenditori locali, sia da catene specializzate,
che rispondono a una crescente domanda di “verde” e di maggiore
sintonia con la natura, come effetto di rifiuto del crescente livello
di inquinamento e congestione delle grandi città. Inoltre sono
aumentate le iniziative di sviluppo dei tradizionali consorzi agrari che,
seguendo la crescente domanda di prodotti biologici, ampliano le proprie
attività ben oltre la tradizionale offerta dedicata agli addetti ai
lavori. Poi, le principali catene per il bricolage dispongono di ampie
superfici dedicate al verde, che vengono ampliate anche su base annuale.
Lo sviluppo dei punti vendita, inoltre, mostra dinamiche notevoli, con 6/8 aperture all'anno per catena sul territorio
italiano.
C’è da sottolineare, però, che l’effetto di questi
incrementi nelle strutture dedicate al giardinaggio
sono però un po’ contraddittori: a
parere di alcuni operatori le nuove strutture
crescono in maniera poco organica, ossia sorgono
strutture che vengono denominate
“Garden Center” o “Garden” in funzione
della “moda” del momento, indipendentemente
dalla tipologia di prodotti effettivamente
presenti. Così numerosi vivai cambiano
denominazione, pur non disponendo
della varietà di prodotti tipica dei garden, ma
esclusivamente di piante e fiori, creando così
confusione nel mercato.
::: Canali e crescite a confronto
La distribuzione delle vendite tra i differenti
canali non risente di modifiche notevoli,
confermando le ferramenta come il canale
di elezione per la vendita di attrezzi da
taglio (42,5% nel 2006 e 41,5% nel 2007),
anche se, come si evince dalla crescita specifica
(+3,75%) e dalle quote di mercato, in lieve
calo.
La crescita maggiore, in termini di valore
(quasi un milione di euro), è per i garden e
vivai, strutture che, quando ben organizzate,
offrono ai clienti sia i vantaggi della
consulenza ad hoc, a volte anche di un’area
di test specifica, sia il “verde” complementare
alla vendita degli attrezzi da taglio. La
quota specifica cresce da 27,8% a 28,7%,
segnando un incremento di quasi nove punti
percentuali anno su anno (+8,93%) per lo
specifico canale.
Interessante, dal punto di vista del tasso di
crescita, anche il canale virtuale (e-commerce),
che segna un +24% tra il 2006 e il
2007. Bisogna sottolianre, tuttavia, che le
vendite collocate tramite tale canale ammontano
a fine 2007 a circa 170 mila euro, corrispondenti
allo 0,5% del mercato.
La quota relativa alla grande distribuzione
specializzata cresce in maniera meno importante
(15,4% nel 2006 e 15,5% nel 2007),
così come la quota di pertinenza della grande
distribuzione organizzata, che si contrae
di 0,1% nel periodo considerato. Tale risultato
è dovuto soprattutto all’impatto della
concorrenza dalla Cina, che negli ambiti con
minore assistenza alla clientela ottiene maggiore
successo, soprattutto per effetto dei
prezzi praticati. L’offerta cinese, anche per
effetto della notevole pubblicità negativa
derivante da livelli qualitativi inaccettabili, è
migliorata ed è oggi possibile trovare prodotti
qualitativamente concorrenziali con
quelli tradizionali.
::: STRATEGIE VINCENTI
Maggior qualità ed ergonomia rappresentano per gli operatori il miglior marketing mix.
E le aziende puntano su innovazione di prodotto e sinergie con il punto vendita
Green Up introduce, a partire da questo
numero, un’indagine sul miglior utilizzo
delle leve di marketing da parte delle aziende
nazionali. Abbiamo chiesto ai principali operatori
del segmento degli attrezzi da taglio
quale sia il loro parere sul migliore marketing
mix da utilizzare per incrementare le vendite
nella stagione 2007-2008.
Il periodo in esame è caratterizzato da crisi
economica e contenimento delle spese, con
riflessi piuttosto evidenti sul mercato degli
attrezzi da taglio, a parere della totalità degli
operatori. In questo ambito, inoltre, la pressante
concorrenza da parte di produttori
cinesi per attrezzi a basso costo, comporta necessità di riorganizzazione e di migliore
utilizzo delle leve di marketing tradizionali.
::: I fattori strategici
L’attuale fase di maggiore coscienza, rende
tuttavia migliore il posizionamento dei produttori
nazionali/europei: i clienti che
hanno acquistato prodotti cinesi, attratti
dai prezzi contenuti, hanno ormai la certezza
dello scarso livello qualitativo che a tali
prezzi si accompagna, rendendo più difficile,
a volte anche impossibile, utilizzare cesoie
o altri attrezzi di quel tipo. I produttori
nazionali, offrendo referenze qualitativamente migliori, si trovano quindi oggi nella posizione di offrire prodotti
adeguati alla fase di ristrettezza economica, che non permette sprechi
per l’acquisto di attrezzi non funzionanti.
Gli stessi canali di distribuzione pur conoscendo notevoli sviluppi, si
evolvono in maniera piuttosto confusa e disordinata, rendendo più
difficoltosa la gestione delle vendite in confronto con percorsi di sviluppo
più lineare. Emergono quindi modelli di Go-to-Market differenziati,
basati in ogni caso sulla comunicazione del maggiore livello
qualitativo degli attrezzi di produzione locale, ma con diverse declinazioni,
in funzione dell’operatore intervistato.
GreenUp ha eseguito le indagini appropriate, raccogliendo e analizzando
l’utilizzo e la percezione di importanza per quanto riguarda le
quattro leve fondamentali del marketing: immagine e comunicazione,
innovazione di prodotto, prezzo e, infine, la distribuzione/
servizio associato.
La figura numero 1 sintetizza l’utilizzo delle tradizionali leve di marketing
tramite un istogramma. Ogni solido è costruito in base alle
risposte ottenute dagli operatori che commercializzano attrezzi da
taglio sul territorio nazionale. L’intensità di utilizzo di ciascuna leva è
riportata sugli assi verticali: quanto più è importante una leva rispetto
alle altre e quanto maggiore è la numerosità delle risposte, tanto maggiore
sarà l’altezza della singola barra.
La parte del grafico che sintetizza le risposte rispetto alla distribuzione/
servizio associato, di colore viola, è quello che registra i
massimi livelli di importanza. In questo particolare ambito di attività,
per le vendite dirette all’hobbystica, concordano tutti gli operatori
intervistati, è necessario offrire servizi per il corretto utilizzo dei
attrezzi da taglio. Di rilievo sono anche le attività relative alla logistica
e alle consegne degli attrezzi, data la caratteristica di notevole stagionalità
delle vendite di questi prodotti. Solo una tra le aziende intervistate
ha espresso una votazione pari a 8/9 per quanto riguarda i servizi,
le altre sono tutte allineate sul 9/9.
Anche l’innovazione di prodotto (in rosso) è considerata una leva
strategica. Le risposte degli operatori in questo senso sono per livelli
di importanza di assoluto rilievo. Concordano sulla necessità di introdurre
nuovi prodotti per mantenere le quote di mercato raggiunte
tutte le aziende intervistate. Nell’ottica di contenere gli effetti dell’aggressiva
politica di prezzo effettuata da aziende dell’estremo oriente,
vengono introdotti anche prodotti ampliati, costituiti dagli attrezzi
tradizionali più i vari servizi associati, come la garanzia e la manutenzione.
::: Chi più spende meno spende
In quest’ottica Roberto Moioli, responsabile marketing di Wolf Italia,
ha ottenuto notevole risposta da parte dei clienti: “Abbiamo introdotto
la garanzia di dieci anni su tutti gli attrezzi da taglio, oltre che per
offrire un servizio in più alla nostra clientela, anche per evidenziare le
differenze tra i nostri articoli e quelli provenienti dalla Cina e i risultati
nelle vendite sono stati sorprendenti, addirittura migliori rispetto
alle nostre aspettative”.
Anche Marco Regè, direttore Vendite di Ipierre Sirotex, ci chiarisce
la notevole importanza che riveste la qualità nella gamma dei prodotti
offerti dalla sua azienda: “Curiamo l’aspetto ergonomico e la qualità
di ogni singolo particolare. Manici in alluminio fissi o telescopici, variatore del braccio di leva, lame in acciaio
temprato, rivestimento lama antiaderente,
solo per citare le caratteristiche principali,
sono elementi standard degli articoli da noi
proposti”.
La leva prezzo, storicamente la variabile di
riferimento per produttori e distributori
per migliorare le proprie performances,
tende ad assumere un’importanza relativa
più contenuta: l’andamento a “staccionata”
della figura relativa lo dimostra. Nella figura
la leva prezzo è rappresentata dalla parte di
colore verde: le risposte tendono ad affidare a
questa livelli di importanza variabili; e
comunque non particolarmente elevati: 6/9
non è stata una risposta infrequente, poche le
risposte superiori a 8/9.
A parere di molti operatori, siamo ormai in
una fase in cui il messaggio “chi più spende
meno spende” è risaputo dalla clientela degli
attrezzi da taglio. I clienti sono stati “scottati”
da acquisti di cesoie, troncarami e altri prodotti
a basso prezzo provenienti dall’estremo
oriente, tali prodotti si sono rivelati troppo
spesso inutilizzabili e, quindi, da rimpiazzare.
I clienti, in definitiva, si rivolgono oggi con
fiducia rinnovata a prodotti locali, consapevoli
che a maggiore spesa corrisponde maggiore
affidabilità delle attrezzature.
Infine, la parte del grafico che presenta i
risultati per l’immagine e la comunicazione
(azzurro), leva che spesso è percepita in
modo anche notevolmente differenziato in
funzione dell’azienda intervistata. In questo
caso le risposte si distribuiscono in modo
piuttosto omogeneo, comprese tra 6/9 e
8,5/9. Le aziende sentite concordano che sia
oggi necessario ricorrere ad attività di comunicazione
e disseminazione di informazioni
sia per chiarire la qualità dei prodotti, sia per
diffondere la cultura del gardening agli interessati.
Loredana Giudici dell’Ufficio Marketing di
Giudici Garden Tools, ha dato un voto piuttosto
elevato a questa variabile:
“Fortunatamente i garden center e, in misura
inferiore anche la Gds, si stanno evolvendo,
da strutture di servizio a luoghi in cui passare
la giornata, con la crescente diffusione in aree
di grande passaggio, disponibilità di parcheggi,
l’offerta di aree relax e strutture per i bambini,
ma soprattutto di banchetti di informazione
per la cura e la manutenzione del verde.
Notevole inoltre la diffusione di video e
DVD informativi per la clientela, utile per l’informazione di base”.
Oltre alle tradizionali leve di marketing,
Frediano Tinti responsabile marketing di
Fiskars Brands Italia, ritiene centrale la “collaborazione
con il cliente, attività che deve
essere svolta sia all’interno sia all’esterno del
punto vendita: le nostre innovazioni di prodotto
sono indirizzate alla maggiore ergonomia
e al contenimento degli sforzi dell’utenza.
Il successo è tale che molti professionisti
acquistano i nostri attrezzi progettati per il
tempo libero e gli hobby, con soddisfazione
reciproca”.
::: Puntare su distribuzione e servizio
In sintesi, per ottenere una visione di alto livello
su quali siano gli utilizzi delle diverse leve di
marketing nel mercato delle attrezzi da taglio,
abbiamo effettuato la media aritmetica delle
differenti risposte, ottenendo i valori alla base
della costruzione della figura numero 2. In
questa figura, le leve di marketing: promozione,
prodotto, prezzo e distribuzione, sono
riportate alle estremità degli assi del grafico. La
distanza dal centro del grafico misura l’importanza
relativa di quella specifica leva, calcolata
in media sulla rilevazione effettuata. A maggiore
distanza dal centro corrisponde maggiore
importanza della leva considerata.
Il dato è costruito in percentuale, su una scala
che varia tra 0 e 9: il 90% rappresenta la massima
importanza. È possibile dare la massima
importanza anche a tutte le leve considerate:
il massimo raggiungibile non è quindi, in
questo caso, il 90%, ma, con la massima
importanza a tutte le leve, il 360 per cento.
Immagine e prezzo sono le variabili che,
anche in media, sono utilizzate in maniera
inferiore dalle aziende analizzate: 75% per
il prezzo e 73% per immagine e comunicazione.
Le variabili di maggiore rilievo, per mantenere
e acquistare posizioni sul mercato
nazionale, sono invece la distribuzione/
servizio, con l’87% e l’innovazione di prodotto,
con un buon 82 per cento. Di fatto la
sintesi conferma e rende ancora più evidenti
le tendenze in atto in questo segmento di
mercato: servizi per la formazione e per l’utilizzo
dei attrezzi da taglio in primo luogo e
prodotti innovativi, maggiore qualità e ergonomia
come leva strategica, rappresentano il
migliore marketing mix per gli operatori
interpellati in questo ambito.
::: HANNO DETTO
Marco Regè, direttore Vendite di Ipierre Sirotex, ci offre una
testimonianza diretta: “I prodotti cinesi si sono evoluti e da una qualità
estremamente modesta sono arrivati a proposte decorose. Ovviamente
bisogna saper scegliere perché ci sono ancora molte proposte da prezzo
minimo e altrettanto minima qualità”.
Loredana Giudici, responsabile marketing di Giudici Garden Tools, è
piuttosto critica su questa tematica:”La crescita è notevole ma piuttosto
disordinata: mancano direzioni nette sul mercato e indirizzi chiari e
precisi: il garden dovrebbe disporre di una certa gamma di prodotti, a
differenza dei vivaisti e delle ferramenta; i punti vendita non dovrebbero
avere denominazioni di moda, ma offrire realmente ciò che il nome
presuppone. (…) Lo sforzo della Gds verso la consulenza alla clientela è
sporadico: non sono molte le iniziative per migliorare la cultura dei propri
addetti; inoltre l’elevato turn-over degli addetti del Do-It-Yourself
spesso vanifica questi sforzi”.
Del medesimo avviso anche Sergio Pirola, responsabile marketing di
Bahco Italia: “Nella Gds manca il personale dedicato e i servizi di base: i
clienti sono costretti a rubare molle e ammortizzatori poiché le grandi
catene non hanno nessun interesse a gestire la ricambistica. (…) Sempre
più spesso nei centri bricolage vengono offerti corsi di giardinaggio, che
tuttavia sono troppo orientati alle vendite e poco alla diffusione della
conoscenza: la consulenza è ancora un servizio esclusivo delle
ferramenta”.
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