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::: Orientarsi nel panorama GLOBALE DELLE CERTIFICAZIONI TENDENZE di Stefania Medetti (colloquio con Ben ter Haar)
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Risponde da Amsterdam
Ben ter Haar,
consulente per l’ente
di certificazione FFP
che racconta come,
con il 75% di vendite
garantite, la Svizzera
è il primo mercato
in Europa ...
Uno scenario in divenire è la miglior definizione
per il settore globale delle certificazioni.
L’attenzione da parte dei consumatori
e la voglia di differenziazione dei player
con un occhio attento all’ambiente, contribuiscono
alla diffusione di politiche ed etichette.
Ma ci vorrà ancora tempo perché il mercato
impari a parlare con una sola voce.
D Quando si tratta di piante e fiori “certificati”
sembra difficile orientarsi fra le tante etichette
esistenti. Ci può aiutare a interpretare le
diverse realtà esistenti nel mondo?
R «Per quanto riguarda l’Unione Europea, abbiamo
un valido osservatorio, mentre le cose sono
meno chiare sul fronte del mercato americano.
Sappiamo che Veri Flora (www.veriflora.com)
è utilizzato come marchio per i consumatori, ma
in realtà è soprattutto un’iniziativa business-to-business. In Europa, le etichette del commercio
equo e solidale sono organizzate in Flo (Fair
Label Organization) e anche Max Havelaar sta
entrando a far parte di questo network. In 11 Paesi,
siamo presenti noi di Ffp, Fair Flowers Fair
Plants (www.fairflowersfairplants.com). In Belgio,
esiste Blije Bloemen, che è un’etichetta consumer.
Tutte le altre etichette, per quanto ne sappiamo,
sono business-to-business e, attualmente,
sono oltre 30 nel mondo».
D Non crede che l’assenza di un’unica forma
di certificazione possa essere fonte di confusione
per i consumatori?
R «Posto che i due più grandi esponenti del
settore sono Fpp e Flo Fair Trade, per quanto
ci riguarda, cerchiamo di comunicare il più
possibile con il consumatore. In particolare,
cerchiamo di spiegare il significato della nostra
etichetta e dei suoi valori. In pratica, il
consumatore è interessato a comprare prodotti
sostenibili e la maggior parte di chi acquista
pensa che, in questo ambito, un’etichetta
valga l’altra».
D Come sta evolvendo il processo di certificazione
in Europa e quali sono i mercati più avanzati?
R «Il mercato si avvale di enti certificatori.
I mercati del centro Europa, la Scandinavia e
la Gran Bretagna sono quelli più avanzati.
Ma è straordinario notare lo sviluppo della
Francia e di altri mercati mediterranei interessati
a proposte sostenibili».
D Quali sono i mercati principali, in termini
di volumi?
R «Sappiamo che il 75% dei fiori venduti in
Svizzera sono certificati Max Havelaar. Per
quanto riguarda Ffp, la Germania, la Svezia, il
Regno Unito e i Paesi Bassi sono i maggiori
mercati, ma stiamo entrando velocemente anche
in altri mercati».
D Rispetto al mercato americano, quali sono
le performance del mercato europeo?
R «L’Europa è un mercato molto più sostenibile
degli Stati Uniti dove, però, il concetto
di sostenibilità sta prendendo piede rapidamente».
D Avete in programma nuove campagne di
informazione per i consumatori?
R «Stiamo raccogliendo i fondi necessari,
ma al momento non ci sono lanci di campagne
in programma».
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::: FPP: LE AZIENDE CERTIFICATE IN ITALIA
Blumenfenster, Bolzano - rivenditore
Ciesse Flower Export, Arma di Taggia - grossista
Diemme Fiori, Sanremo - grossista
Fioreria Atelier Aldo, Trento - rivenditore
Maxximo, Taggia - grossista
Vigo Gerolamo, Albenga - produttore
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