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Responsabilità sociale: un valore per le aziende
SOSTENIBILITA' di Bertoni Jessica
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La sinergia tra prestazioni economiche, ambientali e sociali favorisce la crescita economica di un'attività. Le piccole e medie imprese devono abituarsi a elaborare una visione strategica che difenda i valori comuni e aumenti il senso di solidarietà e di coesione.
::: I presupposti per la crescita commerciale
Le imprese che, consapevolmente, si trovano ad affrontare il concetto di responsabilità sociale sono imprese che vogliono valorizzare le loro prassi e investire nel loro avvenire, nella convinzione che ciò potrà comportare delle effettive opportunità di mercato: ecco perché la responsabilità sociale di impresa non va considerata come semplice optional, ma come fattore di crescita, di stabilità. Un comportamento socialmente responsabile contribuisce non solo a creare reputazione e a sostenere l’immagine, ma anche a migliorare i rapporti con tutti gli interlocutori sociali ed economici dell’impresa: il personale, i clienti, i partner, i fornitori, la comunità locale, le istituzioni, gli investitori. Tutti fattori che concorrono a determinare condizioni favorevoli all’esercizio dell’attività d’impresa e che possono fornire presupposti per vantaggi commerciali.
::: L'ESPERTO IN MATERIA
Jessica Bertoni, nata a Modena il 21/06/1974. Laureata in Economia, indirizzo "Impresa e mercato". Dopo tre anni di praticantato, si abilitata all'esercizio della professione di dottore commercialista, iscritta all'albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Modena e all'albo nazionale dei revisori dei conti. Decide di interrompere la libera professione per sceglie l'esperienza della Pubblica Amministrazione: oggi si occupa per la Provincia di Modena della gestione e rendicontazione di Fondi Comunitari.
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::: Per una visione strategica
Le piccole imprese devono abituarsi a una visione strategica della responsabilità sociale d'impresa, conoscerne i vantaggi e i relativi costi, iniziare a introdurre strumenti snelli per gestirla e per comunicarne gli effetti: ciò nell'ottica di una sinergia tra prestazioni economiche, ambientali e sociali in modo da poter meglio competere e porre le basi per favorire la propria durata nel tempo.Le imprese hanno un comportamento socialmente responsabile se decidono di andare oltre le prescrizioni minime e gli obblighi giuridici derivanti dai contratti collettivi per rispondere alle esigenze della società. In Europa la promozione della RSI riflette la necessità di difendere i valori comuni e di aumentare il senso di solidarietà e di coesione. L'Europa ha più che mai bisogno di imprenditori dinamici, di un atteggiamento positivo nei confronti dello spirito imprenditoriale e di fiducia delle imprese. Ha bisogno di un clima pubblico in cui gli imprenditori siano stimati, non solo perché riescono a realizzare un profitto, ma anche perché contribuiscono ad affrontare le sfide poste dalla società. .

::: Le caratteristiche dell'economia di mercato
Il forte impegno delle imprese a favore della RSI e il sostegno generale alla RSI da parte delle autorità pubbliche hanno assunto negli ultimi 20 anni particolare importanza per quanto riguarda il contributo al rispetto dei diritti dell'uomo e dello stato di diritto, nonché al funzionamento sostenibile della democrazia e dell'economia di mercato, a livello locale, nazionale, europeo o mondiale. Per essere un modello di successo, l'economia di mercato deve basarsi su alcuni presupposti essenziali: da un lato su disposizioni legislative e regolamentari efficaci e coerenti e dall'altro sull'autolimitazione e sull'autocontrollo, nonché su un clima proattivo di innovazione e imprenditorialità, lealtà e fiducia. Tutti questi elementi sono necessari per combinare un alto livello di successo economico tutela ambientale, coesione sociale, qualità di vita. A questo scopo, le imprese leader in Europa sono più che mai impegnate in un processo di ricerca, apprendimento e innovazione per quanto riguarda la loro direzione, la gestione, il dialogo fra le parti interessate e la creazione dei prodotti, e fanno così della responsabilità dell'impresa e della responsabilità per i prodotti un elemento naturale della loro pratica quotidiana e della loro competitività. Le piccole imprese, che sono un motore essenziale per la crescita e l'occupazione in Europa, non offrono meno delle grandi imprese per quanto riguarda la responsabilità delle imprese, anche se spesso adottano un approccio più informale e intuitivo della RSI. Di fronte alla globalizzazione e ai cambiamenti strutturali connessi, le imprese effettuano questi adeguamenti sperando che anche le altre imprese interessate si impegnino e assumano una parte dei rischi e delle opportunità di responsabilità e innovazione. Il dialogo con le parti coinvolte aiuta le imprese ad anticipare e ad affrontare le questioni sociali e ambientali che possono influire sulla competitività futura.
::: Un polo di eccellenza
In questo contesto la Commissione europea sostiene i rappresentanti del mondo imprenditoriale che gettano le basi di un'alleanza europea per la RSI. Quest'alleanza è aperta alle imprese che condividono la stessa ambizione: fare dell'Europa un polo di eccellenza in materia di RSI per sostenere un'economia di mercato capace di crescere e insieme di far crescere, quale naturale conseguenza comportamentale, la società rispetto a tutti i bisogni della stessa, non solo quelli strettamente legati all'agire economico. Concludendo,se davvero si attivasse un sistema diffuso di politiche aziendali ecosostenibili e illuminate (pensiamo al caso Tetra Pack), non ci sarebbe forse neppure bisogno di coniare il termine "responsabilità sociale", l'impresa infatti saprebbe, nell'ottica più generale dell'ottimizzazione delle risorse, ritrovare quelle eccellenze che mettono in moto tutta una serie di reazioni e risultati misurabili anche in termini economici, con un ritorno prima di tutto per l'attività economica considerata e la collettività. In questo modo, si risparmierebbero cifre strabilianti di spesa pubblica, che potrebbero così essere destinare alla crescita e al risanamento del debito.
::: NEL 2012 LA CONFERENZA SULLO SVILUPPO SOSTENIBILE
Nella Comunicazione della Commissione Europea che costituirà il fondamento per la posizione dell’UE alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile, in programma per giugno 2012 a Rio de Janeiro (Rio+20), sono definiti obiettivi e azioni specifiche che confermano la riflessione in parola per:
■ facilitare il passaggio a un’economia verde nel contesto dello sviluppo sostenibile e della lotta contro la povertà
■ assicurare una migliore governance in materia di sviluppo sostenibile. A presentare la Comunicazione Janez Potonik, Commissario all’Ambiente, e Andris Piebalgs, Commissario allo Sviluppo. La Comunicazione getta le basi per un ulteriore dialogo tra la Commissione, il Consiglio e il Parlamento con la società civile, le imprese e gli Stati in vista della conferenza Rio+20. La posizione consolidata dell’Unione deve essere presentata all’ONU entro il 1° novembre 2011. Sulla base della Comunicazione, la Commissione, il Consiglio e il Parlamento collaboreranno per definire una posizione coerente per l’UE che possa contribuire a rendere Rio+20 un successo che si traduca in strategie e azioni concrete per rendere l’economia più verde.
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::: I CONTENUTI DELLA COMUNICAZIONE
La Comunicazione della Commissione europea definisce il "cosa, come e chi" del passaggio a un'economia verde e propone azioni specifiche che potrebbero essere attuate a livello internazionale, nazionale e locale. I punti principali sono i seguenti:
■Investire in risorse chiave e capitale naturale. Si tratta di risorse idriche, energie rinnovabili, risorse marine, biodiversità e servizi ecosistemici, agricoltura sostenibile, foreste, rifiuti e riciclaggio. Questi settori forniscono sostentamento a milioni di persone e possono contribuire ad alleviare la povertà. Inoltre, in futuro potrebbero diventare settori chiave della crescita economica e dei mercati mondiali.
■ Combinare strumenti normativi e di mercato. Si tratta di introdurre ecotasse, eliminare sovvenzioni controproducenti sotto il profilo ambientale, mobilitare le risorse finanziarie pubbliche e private e investire in competenze e professionalità legate all'ambiente. Occorre mettere a punto indicatori che permettano di misurare il progresso in senso più ampio (ossia tenendo conto degli aspetti ambientali e sociali), parallelamente al Pil.
■ Migliorare la governance e incoraggiare la partecipazione del settore privato. Si tratta di consolidare e razionalizzare le strutture attuali di governance internazionale (ad esempio potenziando il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente-Unep). È essenziale anche accrescere sensibilmente la partecipazione e l'impegno delle imprese e della società civile.
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